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mercoledì 12 dicembre 2018


Mele, campagna pesante: «La Polonia imperversa»

Tempi duri per le mele italiane. Marco Rivoira, che poco più di un mese fa esortava a non cedere al pessimismo, racconta oggi di un mercato tosto, con la Polonia scatenata e consumi interni poco brillanti. “Gli storici Paesi di riferimento sono subissati da prodotto polacco mentre in Italia gli operatori si danno battaglia per soddisfare i grandi gruppi della Gdo, che dettano le regole”, spiega l’Ad del Gruppo piemontese, che la scorsa settimana ha concluso la raccolta della Crimson Snow e gestirà in questa stagione circa 62mila tonnellate di mele. 

“Una stagione critica destinata a mettere a dura prova il settore. I volumi sono leggermente inferiori alla media degli ultimi anni ma l’Est Europa ha un ruolo di sempre maggiore rilevanza in molti mercati come il Nord Africa: la nostra azienda quattro anni fa inviava in Egitto un migliaio di container, quest’anno siamo fermi a quota 10. Il fatto è che per remunerare i nostri produttori dobbiamo vendere a 80 centesimi il chilo, mentre ai polacchi basta la metà”. 



Danno soddisfazione, nell’Europa occidentale, le varietà club: “Quelle ben introdotte fanno la differenza”, annota Rivoira. La qualità dei frutti commercializzati nel complesso è buona, mentre “lo scarto in fase di confezionamento è sopra la media”

Rivoira torna poi sull’annosa questione degli accordi commerciali: “La Spagna è riuscita a entrare in Cina con la sua uva, l’Italia è ferma su tutti i fronti. Così non va. Abbiamo bisogno di sbocchi”. In ogni caso la produzione melicola del Gruppo è destinata ad aumentare: “In un paio d’anni raggiungeremo le 70-72 mila tonnellate, in Piemonte si stanno spiantando actinidia e c'è un ritorno d’interesse per la mela”. 

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