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giovedì 3 gennaio 2019


Rivoluzione vendita diretta, è polemica

Fa discutere l’estensione della vendita diretta da parte degli agricoltori prevista nella Manovra approvata la scorsa settimana. Le aziende che praticano la vendita diretta potranno infatti farlo in tutto il territorio nazionale offrendo prodotti agricoli e alimentari appartenenti ad uno o più comparti agronomici diversi da quelli della propria azienda, purché siano acquistati direttamente da altri imprenditori agricoli. Critiche le associazioni di categoria del comparto commerciale: "E' inaccettabile che si possa avallare per legge la possibilità di fare il nostro lavoro al di fuori delle regole del commercio e della tutela dei consumatori”, il commento di Enrico Postacchini, membro di Giunta Confcommercio incaricato per le politiche commerciali. “Si verrà a creare una ingiustificata disparità di trattamento e un grave pregiudizio tra categorie imprenditoriali". 

Postacchini vede nero: “Si sta mettendo in ginocchio il commercio, già provato da una crisi che dispiega ancora oggi i suoi effetti, con ulteriori chiusure di negozi. Ma cosa ancor più grave si scardina il sistema distributivo basato su regole certe che devono valere indistintamente per tutti”. Già oggi, aggiunge l’esponente Confcommercio, “gli agricoltori godono di una serie di importanti vantaggi competitivi nell'esercizio, di fatto, di un'autentica attività di intermediazione commerciale, potendo vendere anche prodotti di non propria produzione ma del medesimo comparto agronomico. Anche questo limite verrà superato favorendo la costituzione di vere e proprie reti distributive, anche di dimensioni nazionali, senza alcun tipo di programmazione e di controllo". 

“Qualsiasi imprenditore che voglia intraprendere un'attività commerciale ha il diritto di farlo a patto che rispetti le regole del commercio senza scorciatoie”, rincara la dose Donatella Prampolini Manzini, presidente dei dettagliati dell’alimentazione Fida e vicepresidente della stessa Confcommercio. “Consentire agli agricoltori la vendita diretta di prodotti agricoli e alimentari appartenenti a comparti agronomici diversi da quelli della propria azienda e provenienti da altri imprenditori agricoli è intollerabile”. Il rischio, per Prampolini, è quello di "un grave pregiudizio per il settore del commercio e una mancanza di tutele per i consumatori". 



Non la pensa così, ovviamente, il Governo: con una nota ufficiale, un gruppo di deputati della Lega in Commissione Agricoltura di Montecitorio sottolinea che “grazie a questa Manovra e in particolare all'impegno quotidiano del ministro Gian Marco Centinaio e del sottosegretario all'Agricoltura, Franco Manzato, per almeno 300mila aziende agricole italiane sarà possibile vendere, in forma non prevalente rispetto alla loro produzione, i prodotti di altre imprese di categorie agronomiche diverse dalle loro. Una novità assoluta e una vera e propria rivoluzione per il comparto agroalimentare nazionale”. 

Per gli esponenti leghisti, “si genera un circolo virtuoso, che mette in rete le realtà italiane di settore distribuite sul territorio e spesso isolate nella produzione come nella vendita dei prodotti. Il risultato sarà una possibilità di distribuzione incrociata delle produzioni agricole tra le aziende agricole con un aumento del reddito e dell'occupazione, oltre a una diminuzione dei costi dei prodotti a favore dei consumatori. Ne beneficeranno i consumi interni”.

Plaude Coldiretti, secondo cui “viene valorizzato il rapporto diretto tra imprenditori agricoli e consumatori e si garantiscono questi ultimi circa l'origine dei prodotti acquistati”.
Favorevole anche il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri: “Una misura che andrà ad irrobustire le reti e le sinergie tra piccoli e grandi imprenditori agricoli o cooperative, ampliando in tal modo le potenzialità dello strumento di vendita diretta nel rispetto di un più chiaro criterio di prevalenza elaborato in termini economici ed ancorato al fatturato aziendale”. Nel ringraziare il ministero delle Politiche agricole, Mercuri sottolinea che la misura è “finalizzata a far uscire dal rischio di isolamento alcune aziende e cooperative con prodotti di assoluta eccellenza che operano in zone isolate della penisola e che potranno in tal modo accrescere i loro ricavi fornendo la materia prima ad altre aziende, anche di diverse categorie merceologiche”.

“La cooperazione agroalimentare - ricorda Mercuri - ha da sempre creduto nelle potenzialità dello strumento della vendita diretta dei prodotti agroalimentari, attraverso il progetto Qui da noi, finalizzato a mettere in rete tutte le esperienze più virtuose presenti sul territorio nazionale, per valorizzare i prodotti delle cooperative agricole e promuovere e facilitare scambi di prodotto tra le diverse imprese cooperative”.

Il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari accoglie inoltre positivamente lo stanziamento, introdotto sempre nel comma 701 della manovra, di un budget annuale di complessivi 500mila euro che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano potranno utilizzare per promuovere specifiche campagne di valorizzazione del territorio attraverso le produzioni agroalimentari locali.

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