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martedì 15 gennaio 2019


Stop alle monete da 1 e 2 cent: quali problemi sulla spesa?

L'anno scorso, di questi tempi, l'Italia viveva malissimo l'obbligo di pagamento dei sacchetti eco-bio per l'ortofrutta sfusa. Spendere pochi centesimi in più per ogni acquisto era diventato un problema per molti consumatori. Cosa succederà, quest'anno, quando tutti capiranno che la spesa in contanti sarà destinata a essere arrotondata sulla scala dei 5 centesimi? La domanda è lecita visto che lo Stato, con la legge di conversione del Decreto 50/2017, ha sospeso ormai da un anno il conio delle monete da 1 e 2 centesimi di euro e indicato un preciso arrotondamento, in eccesso o in difetto, a seconda del numero che appare nello scontrino finale: 0,1 e 0,2 sono arrotondati a zero, 0,3 e 0,4 a 5 centesimi; 0,6 e 0,7 sempre a 5 centesimi e invece 0,8 e 0,9 a 10 centesimi. 

La catena Tigotà stoppa i ritiri delle monetine
In questi primi giorni dell'anno, le monete da 1 e 2 centesimi di euro continuano a circolare senza particolari difficoltà. Prima o poi, però, potrebbero mancare. Gli operatori del retail, così, si stanno cominciando a muovere: Tigotà, catena specializzata in prodotti per l'igiene della casa e della persona, ha infatti iniziato a non ritirare più queste monetine e ad applicare gli arrotondamenti. Scegli un prodotto da 19,98 euro? Ne spendi 20 alla cassa, se si opta per il pagamento in contanti. Chi paga invece il conto con carte o smartphone non avrà alcuna variazione.

Come si sta muovendo il retail alimentare?
Un po' tutte le catene alimentari nei prossimi mesi dovranno cominciare ad organizzarsi, anche per comprendere l'impatto di questa norma sulla politica promozionale e sulle relazioni contrattuali con i propri fornitoriMa è chiaro che, per evitare problemi sul percepito, il consumatore andrebbe informato preventivamente. 

"Per il momento - come spiega Michele Calisesi del Gruppo Arca - non si riscontra ancora un problema a dare i resti. Pertanto, non abbiamo ancora deciso di applicare l'arrotondamento, rinviando la decisione al futuro". Sulla stessa lunghezza d'onda Giuliano Canella del Gruppo Alì: "Stiamo definendo in questi giorni la linea di intervento, in attesa dei futuri sviluppi. Valuteremo in base a ciò che succederà".



La Coop di Greve in Chianti (Firenze) lancia la «raccolta spiccioli» 
Da segnalare il caso della Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti (Firenze), che ha scelto il canale social di Facebook per aggiornare i propri clienti sulla novità legislativa: "L'arrotondamento per eccesso o per difetto ai 5 centesimi più vicini non sempre è gradito a tutti. Stiamo cercando di risolvere il problema e con i soci scaliamo i centesimi di differenza dal saldo della carta, una soluzione ottimale, ma evidentemente non applicabile a chi socio non è. I nostri due supermercati - aggiunge l'azienda toscana - emettono circa settemila scontrini per settimana. Arrotondare sempre al ribasso si tradurrebbe in un ammanco, ovvero una differenza media fra il fiscale e il reale incassato, di circa 200 euro, che porterebbe grossi problemi di gestione. Coop Italia, che fa i nostri prezzi, a differenza di Esselunga, ha scelto di non arrotondare alla fonte per evitare un aumento indiscriminato dei costi dei prodotti".

Come possibile soluzione, la Coop di Greve in Chianti ha quindi lanciato l'iniziativa della "Raccolta spiccioli": i consumatori sono invitati a portare le monetine da 1 o 2 centesimi al box informazioni dei negozi di Greve e la catena le cambierà. "Sicuramente per le persone sarà un vantaggio, oltre a quello di avere i resti assicurati quando si fa la spesa".



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