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venerdì 25 gennaio 2019


Veneto, frutta meglio degli ortaggi

Il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2018 ha sfiorato i 6,4 miliardi di euro, in crescita dell’8% sull’anno precedente, con luci ed ombre per l’ortofrutta, che si caratterizza per un graduale cambiamento degli scenari colturali. Questi i dati e gli input emersi dalla presentazione delle prime stime elaborate da Veneto Agricoltura sull’andamento del settore agroalimentare delle sette province.

Le superfici investite a orticole sono scese a circa 26.700 ettari, in calo del 3% rispetto al 2017. Quelle in piena aria - il 75% degli ortaggi coltivati in regione - dovrebbero attestarsi sui 23.500 ettari (-4%), mentre gli spazi in serra, stimati in circa 3.850 ettari, si riducono del 2,8%; in aumento le piante da tubero (3.270 ettari, +5%). L’andamento climatico ha favorito l’insorgere di problemi fitosanitari per le principali colture con rese negative e diminuzione della produzione per patate (127.400 tonnellate, -2%) e lattughe (-8%); in aumento la produzione di radicchio (134.400 tonnellate, +8%) in virtù di un incremento della superficie (+4,7%) e delle rese (+3%). 



La superficie in produzione coltivata ad asparago è diminuita, portandosi a circa 1.400 ettari (-6,7%); in forte calo i prezzi medi. Più spazio per l’aglio (590 ettari quasi tutti nel Rodigino), che ha chiuso la campagna in rosso, sul fronte delle quotazioni; andamento opposto per la cipolla (880 ettari, -12%) capace di far segnare quotazioni migliori del 2017.



Annata climatica tutto sommato favorevole per le frutticole, con un incremento delle rese e della produzione di mele (291.000 tonnellate, +24%) e kiwi (57.400, +46%) anche se al di sotto dei livelli medi per le due colture. Prezzi in progresso in entrambi i casi. Le condizioni meteo hanno creato seri problemi fitosanitari a ciliegie, pesche-nettarine e pere (queste ultime particolarmente colpite dalla cimice asiatica), causando cali consistenti di rese e produzione. A parità di superficie, la resa del pero è scesa del 5% e la produzione del 6%, mentre le pesche-nettarine hanno visto ulteriormente ridursi la superficie dedicata (-16%), con conseguente flessione della produzione (-18%). In aumento la superficie dedicata al melone (+3% per 1.160 ettari), con prezzi medi in calo del 24% nel Veronese. In calo del 23% la superficie investita a fragole ma tutto sommato buono l’andamento commerciale, con un balzo del 18% dei prezzi medi. 



Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il deficit della bilancia commerciale agricola veneta è rimasto sostanzialmente sui livelli del 2017, con un saldo negativo attorno ai 318 milioni di euro, in leggera flessione (-1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di fatto, risultano praticamente invariate anche le importazioni e le esportazioni: le prime si mantengono a circa 5,3 miliardi di euro (+0,2%), mentre l’export sfiora i 5 miliardi di euro (+0,3%).

Le imprese venete alla fine del terzo trimestre 2018 erano 63.422 (-0,7%), un trend in linea con l’andamento del settore nazionale, che registra una diminuzione dello 0,4%. Nello stesso periodo si evidenzia un deciso decremento degli occupati in agricoltura a livello regionale, scesi del 9,5%, in controtendenza rispetto alla media italiana (+1,1%). 

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