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mercoledì 30 gennaio 2019


Ecco perché la pera è considerata un frutto per anziani

Il comparto pere sta vivendo una stagione in chiaroscuro, nonostante i quantitativi in gioco non siano eccedenti, come sottolinea il Comitato di Coordinamento dell’Organizzazione Interprofessionale Pera (clicca qui per leggere la notizia). Ci si interroga quindi sui motivi alla base di prezzi non esaltanti, come dovrebbe accadere in una annata contraddistinta da scarsità di prodotto.

La motivazione principale tirata in ballo è la classica mancanza di aggregazione, male atavico dell’ortofrutta italiana, che genera concorrenza fra i produttori e favorisce la Gdo, che non sempre riesce a valorizzare il prodotto in maniera adeguata. Giusto, anche se negli ultimi anni è stato fatto molto in tal senso, con la creazione dei consorzi Opera ed Origine, che oltre ad aggregare una quota importante della produzione pericola italiana hanno investito (soprattutto Opera) in comunicazione, per dare slancio ad un prodotto che evidenzia consumi piatti, anzi in calo.

Infatti, il problema principale, a parte le aggregazioni, è ridare slancio ai consumi di un prodotto “vecchio”, per consumatori anziani. Non a caso le principali varietà di pere commercializzate hanno almeno un secolo abbondante di vita, in alcuni casi due (vedi Williams) e secondo tutte le indagini sul consumatore la pera risulta un prodotto consumato da una fascia avanti con l’età.



Perché questo? Semplice, per mangiare una pera devi essere un esperto, in quanto devi sapere che se il frutto è verde, e quindi acerbo, è immangiabile; mentre se è troppo giallo e quindi troppo maturo, è ugualmente immangiabile. Inoltre, per gustare una pera al giusto grado di maturazione - ovvero quando la polpa tende ad essere burrosa - devi avere a portata di mano posate e tovagliolo per evitare il rischio di sporcarti.

Se a ciò si aggiunge che il divieto dell’utilizzo dell’etossichina, a favore dell’1-MCP, ha provocato problemi nella gestione del prodotto in cella, con il rischio di vendere partite che non matureranno mai, si può comprendere per quale motivo, anche se ci sono poche pere in commercio, i prezzi non sono comunque soddisfacenti.

E' evidente come il comparto debba svecchiarsi e migliorare ulteriormente la qualità proposta al consumatore. Nel primo caso occorre introdurre nuove tipologie di prodotto, come la polpa croccante, che possa avvicinare nuove fasce di consumatori e creare nuove opportunità di consumo, per esempio l'idea dello snack. Per quanto riguarda la qualità, invece, occorre un lavoro coordinato fra produttori e distributori: i primi devono fornire un prodotto adeguato, i secondi devono valorizzare la qualità nel punto vendita, cosa che - come detto - non sempre avviene.

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