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giovedì 14 febbraio 2019


Nuovo stabilimento per Bio Val Venosta: «Vendite in ascesa»

Bio Val Venosta a Norimberga con novità e progetti di sviluppo ambiziosi: alla fiera Biofach in programma fino a domenica nel quartiere fieristico tedesco il responsabile vendite del consorzio Gerhard Eberhöfer guida una delegazione che, oltre a incontrare clienti e operatori professionali, anticipa gli investimenti per i prossimi mesi. Il 2019, infatti, terrà a battesimo un cambiamento logistico-strategico di primaria importanza: da settembre tutto il Reparto Bio potrà utilizzare una struttura nuova dedicata esclusivamente alla produzione biologica venostana, in forte espansione, con 12 linee di produzione capaci di assicurare un incremento del 60% della capacità odierna di confezionamento, un magazzino automatico in grado di stoccare 18mila bins e una calibratrice totalmente dedicata alle mele bio.

Il nuovo stabilimento di Juval, definito all’avanguardia per tecnologia e flessibilità di lavorazione, fornirà svariati vantaggi a Bio Val Venosta in termini di velocità di risposta alle richieste del mercato e di qualità del servizio per il cliente. Ai vertici tra i produttori di mele biologiche in Italia e Europa, la realtà venostana punta ad arrivare nel 2021 a coltivare un migliaio di ettari per 50mila tonnellate di prodotto: numeri che, puntualizza Eberhöfer, richiedono un’infrastruttura moderna, con una qualità nel servizio proporzionata ai volumi un progresso.


Lo stand al Biofach. Nella foto di apertura Eberhöfer

Il 2018 ha fatto registrare per Bio Val Venosta una raccolta record, non tanto in virtù della resa per ettaro rimasta nella norma, quanto per gli areali coltivati, cresciuti circa dell’8-10% in questi anni: 620 gli ettari coltivati nel 2018, che diventeranno 800 in questo 2019. Una progressione che sfiorerà i mille ettari tra due anni.

“L'inizio di campagna è stato abbastanza sottotono in quanto il biologico nel 2018 ha registrato una produzione record europea, con grande disponibilità di prodotto sia regionale che oltremare - dice Eberhöfer a proposito del trend di mercato - In più il clima caldo di novembre non ha incentivato il consumo di mele. Dalla prima decade di gennaio il comparto è però in ripresa, con buoni volumi, ordinativi in aumento e un prezzo tutto sommato soddisfacente. Anche se siamo lontani dalle quotazioni record della scorsa campagna.

Buona, prosegue il responsabile di Bio Val Venosta, la ricettività in Italia, che resta il mercato principale, mentre è in aumento la richiesta europea, con differenze tra i Paesi dovute alle disponibilità interne dei singoli: "Paesi Scandinavi e Germania hanno una ingente disponibilità di prodotto proprio".

Segnali positivi dai nuovi mercati: “I primi container Bio Val Venosta sono partiti verso l’Asia, e precisamente Malesia, Hong Kong, Singapore, con conferme su Dubai, Israele e Brasile”, puntualizza Eberhöfer. Che lancia un ideale appello:  "Serve finalizzare quanto prima i protocolli che consentirebbero di esportare in Vietnam e Taiwan, con le note difficoltà commerciali in Nord Africa, dove la concorrenza spagnola e polacca fa la voce grossa, è fondamentare trovare altre valvole di sfogo".

I piani di decumulo procedono in ogni caso regolarmente, “in linea con una pianificazione realistica che sin dall’inizio ha tenuto conto di tutte le variabili come sovraproduzione, prodotto da oltremare e clima autunnale caldo che hanno rallentato i consumi delle mele”. Per questo Bio Val Venosta, che può servire il mercato ormai 12 mesi l’anno senza soluzioni di continuità, è ottimista per il prosieguo della stagione. “Con la Golden arriveremo fino a settembre, Jonagold e Idared a luglio e Pinova a giugno”, entra nel dettaglio varietale l’esponente del Consorzio. “La Gala, la cultivar più importante in termini di quantità prodotta, arriverà sino a fine marzo”. 



Tra le new entry riflettori puntati su Bonita Bio caratterizzata dall’aspetto rosso lucido ed attraente e dal gusto aromatico con una nota aspra: la commercializzazione,  un’esclusiva per l’Europa di Vip e Vog, è partita a fine gennaio “con riscontri degni di nota”. Ambrosia Bio, invece, è stata disponibile da metà ottobre fino a metà dicembre, “riscuotendo buoni risultati”. E poi Kanzi Bio, che sarà in vendita fino a inizio giugno.

A Biofach si parla anche del progetto BioGraphy, il quale fa leva su rintracciabilità, certezza della provenienza e sicurezza: “Anche quest’anno si arricchisce di nuovi agricoltori e nuovi contenuti, collegandosi al sito biography.vip.coop e inserendo nella homepage il nome e cognome del contadino presente sulle etichette delle confezioni si può risalire alla zona di provenienza e vedere di persona dove e da chi il frutto è stato coltivato”, conclude Eberhöfer.

Sotto la videointervista a Eberhöfer:


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