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giovedì 21 febbraio 2019


La Grande Bellezza Italiana cambia scenari

Prodotti premium, confezioni sostenibili e accattivanti, flessibilità interna e nei rapporti con le catene distributive. “La Grande Bellezza Italiana” se la gioca così, e a quattro mesi dal debutto sul mercato è positivo il primo bilancio del progetto che coinvolge sei imprese ortofrutticole dal fatturato aggregato di 100 milioni di euro circa e un centinaio di migliaia di tonnellate di ortofrutta proveniente da cinque regioni italiane (Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia). “La nostra Rete - spiega Leonardo Odorizzi, amministratore e promotore dell’iniziativa - nasce per portare sulle tavole il prodotto migliore al prezzo più trasparente possibile, veicolando l’ortofrutta di stagione solo quando è veramente buona attraverso un servizio personalizzato che non comporta costi aggiuntivi”.  


Isole "La Grande Bellezza Italiana" in Gdo. In alto, da sinistra Stefania Ponso (Join Fruit, commerciale), Odorizzi, Antonio Cipriani (presidente) e Cristiana Furiani (Op Geofur, commerciale)

Una formula che l’imprenditore definisce ideale per un settore in cui “i tentativi di aggregazione su larga scala non danno buoni risultati a causa della macchinosità propria delle grandi strutture, e perché la frutta non è bullone: serve grande attenzione al prodotto”. La Rete composta da Odorizzi Srl di Bussolengo, Perusi Srl di Sona, Coop Coofrutta di Villafranca e Op Geofur di Legnago (tutte nella provincia di Verona), Bergonzoni Srl di Gallo di Poggio Renatico (Ferrara) e Op Joinfruit di Verzuolo (Cuneo) “unisce e dà forza agli aderenti in alcuni aspetti strategici come la comunicazione, il brand, le azioni di lobby, senza intaccare le peculiarità e le caratteristiche delle singole aziende”.

Protagonista con alcuni espositori nel padiglione 2.2 della Fruit Logistica di Berlino, il marchio La Grande Bellezza Italiana (“che non è, a differenza di quello che pensano e scrivono in molti, un omaggio al film di Sorrentino”) è al centro di un percorso che vuole valorizzare il territorio e le sue eccellenze facendo leva sulla distintività: dal radicchio di Verona Igp all’arancia Tarocco di Sicilia, dalla mela Rossa Cuneo Igp alle pere Abate, Williams e Kaiser prodotte in Emilia-Romagna fino ai kiwi, sono molte le produzioni invernali di riferimento. Che trovano spazio ora anche in isole dedicate all’interno della Gdo, dove riflettono un’immagine di eccellenza: “Cerchiamo di assicurare vetrine speciali a referenze già apprezzate e a produzioni da rilanciare: esemplare quanto avvenuto in due catene distributive, dove sono state vendute, settimanalmente, 10mila confezioni di clementine del Golfo di Taranto Igp”.


Innovativo pack in carta per ortaggi
 
Il settore, sottolinea Odorizzi, è ingabbiato tra la crisi dei consumi interni e la difficoltà dell’export mentre i venti di protezionismo soffiano forte alimentando la preoccupazione degli imprenditori: per uscirne, urge “intercettare i reali bisogni del consumatore e indirizzare chi lavora a monte della filiera così da fornire un prodotto dalle precise caratteristiche e dal giusto calibro”. “Chi propone prodotti unici per origine, qualità, packaging risolve gran parte dei problemi e non deve avere paura della concorrenza estera”. 

Un ruolo fondamentale per la riuscita del progetto ce l'ha il packaging, su cui La Grande Bellezza Italiana sta lavorando sodo: “E’ un segmento nel quale, in questo momento, c’è grande fermento, forse anche troppo. Ognuno dice la sua, non sempre con cognizione di causa… Per quanto ci riguarda, siamo già alla terza revisione del pack. Il materiale prescelto è la carta, che permette nello stesso tempo di garantire sostenibilità e informare adeguatamente. Tricolore in vista, nome e caratteristiche del prodotto, tabella nutrizionale e Qr code: alla fiera di Berlino è piaciuto molto”. Di carta sarà da ora in poi anche il contenitore delle verdure e il cestino per le fragole in confezione da 250 grammi pronto a farsi notare sugli scaffali dalle prossime settimane.


Cestino in carta per fragole, presto al debutto sul mercato

“Ma siccome è difficile soddisfare tutte le esigenze - conclude Odorizzi - spesso portiamo i prototipi del pack ai buyer e poi li completiamo insieme: funziona. Stiamo dialogando anche con un’importante catena tedesca: finalmente si sono convinti ad aprire al prodotto brandizzato”.

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