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mercoledì 27 febbraio 2019


Il Villaggio dei piccoli frutti inaugurerà il 7 aprile

Anche il vicepresidente e assessore all’ambiente e alla cooperazione Mario Tonina ha definito “doveroso conoscere da vicino le realtà. Siamo spesso sul territorio perché per noi è importante essere a contatto con le amministrazioni comunali, con le imprese locali, con i cittadini. Oggi ancora di più – e la calamità ottobre ce l’ha insegnato – un territorio di montagna come il nostro merita attenzioni maggiori da parte della politica. Riconosciamo il lavoro importante fatto in passato, che va proseguito, sulla programmazione e sulla prevenzione. Dobbiamo investire sui territori, a partire da quelli di periferia” ha detto Tonina. “Sant’Orsola è una cooperativa storica, ha dimostrato attraverso la sua esperienza un impegno per questo territorio dove è nata e di cui porta il nome ormai riconosciuto a livello internazionale, ma ha dimostrato di lavorare attentamente anche su tutto il perimetro provinciale, dando la possibilità a molti produttori di garantire impianti, fatturati e indotto. Se in questi anni c’è stato uno sviluppo importate del nostro territorio – ha continuato il vicepresidente, augurandosi che le difficoltà che il movimento cooperativo sta vivendo siano presto superate nell’interesse del Trentino – lo si deve all’Autonomia ma anche alla cooperazione e voi ne siete un esempio, per questo garantiamo il nostro impegno al vostro fianco”.

Tonina ha anche ricordato che un valore distintivo del Trentino è certamente l’ambiente, che è stato tutelato e valorizzato in modo particolare da un lavoro incessante fatto nel tempo dagli agricoltori. “Voi siete i protagonisti nel saper valorizzare dei territori che sarebbero stati destinati all’abbandono senza la vostra intraprendenza”, ha concluso.

Assicurando la sua presenza all’inaugurazione del prossimo 7 aprile del Villaggio dei Piccoli Frutti (il distretto italiano delle fragole, piccoli frutti e ciliegie situato a Pergine Valsugana), l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha parlato di un’occasione di rilancio per Sant’Orsola, che già coniuga bene agricoltura con turismo etico.

“Stiamo lavorando proprio sulla valorizzazione dei prodotti a marchio di qualità e sulla revisione di alcuni disciplinari, per creare una cultura a partire proprio dai nostri concittadini e lo faremo coinvolgendo gli altri assessorati guidati dai colleghi Tonina, Bisesti e Failoni”.

L’assessore ha poi toccato altri temi di stretta attualità, dai danni da maltempo (7 i milioni nel solo settore agricolo), alle battaglie che dovranno essere sostenuta a Bruxelles sui temi Psr e Pac con l’obiettivo di difendere i bisogni dell’agricoltura di montagna.
E poi la formazione (con la richiesta alla Fem di intensificare la ricerca di soluzioni alle richieste delle aziende agricole), l’innovazione anche sul fronte della lotta alle malattie ed al risparmio idrico ed energetico, la semplificazione burocratica, una maggiore attenzione ai giovani perché è da loro che passa la miglior difesa contro lo spopolamento delle valli.

“Si studierà un piano che riguarderà tutto il Trentino, per ricostituire il prato-pascolo dove il bosco ha ripreso terreno, ha annunciato l’assessore, non attraverso contributi a pioggia, ma con l’attenta valutazione dei progetti in base alle ricadute economiche, alla sostenibilità e al valore aggiunto per l’intero territorio”.

La storia della Sant’Orsola comincia quasi 50 anni fa: nel 1972 alcuni volontari nella valle dei Mocheni iniziano a produrre fragole su indicazione della Provincia, quindi viene costituito il primo nucleo della cooperativa assieme ad alcuni agricoltori pinetani, avviando un’espansione molto veloce della coltivazione delle fragole, con imprese familiari che già in principio producono interessanti redditi.

Ma il salto di qualità avviene quando si comincia a cercare nel mondo le varietà giuste dei piccoli frutti e le tecniche colturali più indicate. Nonostante alcuni periodi difficili, la Società ha saputo riorganizzarsi verso un modello agroindustriale moderno, con l’obiettivo di aumentare la produzione e puntando lo sguardo alla sostenibilità.

Oggi vengono create nuove varietà di lampone e mantenuti contatti con America, Australia e Giappone, tenendo presente che ricerca e sviluppo sono fondamentali.

Nella stessa direzione va il lavoro per ridurre l’uso della chimica (“Siamo amici delle api e degli insetti che impollinano” è stato detto) e per puntare all’allungamento della stagione produttiva, investendo prioritariamente nella qualità del prodotto, nell’analisi e nel controllo, con un’estrema attenzione al risparmio dell’acqua e al rispetto dell’ambiente.

Fonte: La Voce del Trentino


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