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lunedì 8 aprile 2019


L'Insalata di Lusia Igp si apre alla IV Gamma

Sviluppare le giuste sinergie fra prodotti Dop e Igp e marche private per aumentare la capacità di penetrazione di questi prodotti di qualità sui mercati, a vantaggio dei consumatori e dei produttori, superando gli inutili “antagonismi” del passato. Questa la strategia da mettere in campo per vincere le sfide che aspettano la filiera orticola polesana. Questo è quanto emerso dal convengo dal titolo “Denominazione di origine e marche: valore aggiunto per il consumatore?” promosso dal Consorzio di Tutela dell’Insalata di Lusia Igp, che si è tenuto a Lendinara nella prestigiosa cornice di Palazzo Malmignati, da poco diventata sede del Consorzio. 

L’incontro si è aperto con le relazioni di Giovanni Gennaio di Qualivita, di Elisa Macchi e Paolo Bruni rispettivamente direttore e presidente di Cso Italy e Luigi Polizzi del ministero delle Politiche Agricole. Dati alla mano, si evince come il Veneto sia una regione leader a livello nazionale per alcune eccellenze, come i radicchi, gli asparagi, i funghi e seconda per numero di prodotti ortofrutticoli a marchio Dop ed Igp. Sono infatti 15 le denominazione di origine, di cui tre Dop e 12 Igp.

Di lattughe in Europa se ne producono molte, ma una soltanto ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta, proprio appunto che si coltiva a Lusia. “Siamo molto bravi a produrre con grande attenzione per la qualità e il rispetto dell’ambiente, poi però sullo scaffale non riusciamo ad essere così incisivi, perché spesso si va in ordine sparso”, spiega Alessandro Braggion, presidente del Consorzio di Tutela dell’Insalata di Lusia Igp che ha partecipato alla tavola rotonda conclusiva che si è tenuta dopo gli interventi dei relatori.  “Per questo diventa fondamentale aggregare il prodotto, fare massa critica e garantire ai nostri fornitori un’adeguata programmazione" conferma Massimo Tovo, presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglio Bianco Polesano Dop, presente anche lui alla tavola rotonda. 

Stringere delle alleanze con la grande distribuzione potrebbe essere la chiave di volta per stare sul mercato, che oggi è sempre più globale. Emblematico è il caso di Unes, una catena distributiva che opera principalmente in Lombardia. Carmelo Carriero, responsabile degli acquisti freschi di Unes ha spiegato l’esperienza della loro private label Il Viaggiator Goloso:  “I prodotti che si trovano con questo marchio all’interno dei punti vendita Unes sono garantiti top level e i nostri clienti li riconoscono come tali. Abbiamo stretto un’alleanza con i radicchi Igp, proponendoli a marchio Il Viaggiatore Goloso e la sinergia ha funzionato”. 

E’ intervenuto a questo proposito anche il direttore del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp. Denis Susanna ha portato la sua testimonianza di un prodotto ad indicazione geografica che negli ultimi cinque anni ha saputo triplicare la produzione di radicchio certificato. 

Alla tavola rotonda ha partecipato anche Susanna Vaccarone del Consorzio Italì, costola di Opo Veneto, che ha saputo interpretare le nuove tendenze all’acquisto dei consumatori, confezionando la verdura con un imballo fatto di un materiale completamente compostabile. Per stare sul mercato bisogna essere capaci di interpretare i nuovi bisogni dei consumatori che hanno sviluppato nuove sensibilità, come quella del rispetto dell’ambiente. Consumatori che hanno anche cambiato stili di vita. C’è sempre meno tempo da dedicare alla cucina, ecco allora spiegato il grande successo della IV gamma. “Proprio alla luce di questo, il Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia Igp ha modificato il proprio disciplinare per poter produrre la IV gamma - conclude il presidente Alessandro Braggion - per adattarsi alle nuove tendenze di consumo”. 

Fonte: Ufficio stampa Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia Igp


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