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Filloptosi del melo giovedì 11 aprile 2019


Melo, come prevenire le carenze di manganese

La comparsa di macchie necrotiche internervali sulle foglie del melo rappresenta per il produttore un serio campanello d'allarme: potrebbe trattarsi di carenza di manganese. Una volta verificata la microcarenza, è quindi necessario correre ai ripari per fornire alla pianta il nutriente di cui ha bisogno e contrastare così la filloptosi. La filloptosi del melo è un fenomeno abbastanza diffuso in alcune aree ma, come spiega K+S Kali, multinazionale tedesca specializzata nella produzione di concimi minerali, è sempre raccomandabile prevenire il disordine nutrizionale anziché curarlo tardivamente.

"L’assorbimento di manganese può essere fortemente depresso dai cationi magnesio e viceversa - sottolinea Francesco Rigacci, responsabile consulenza tecnica di K+S Italia - Nei terreni alcalini contenenti carbonati liberi, specialmente se ricchi di sostanza organica, la disponibilità di manganese è ridotta. Si tratta di condizioni piuttosto comuni in Trentino Alto Adige, dove la filloptosi del melo è diffusa e solitamente associata alla carenza di manganese e, talvolta, a quella di magnesio. La caduta delle foglie tende a manifestarsi con maggiore frequenza laddove durante la stagione estiva si ha un periodo più fresco, con 4-5 giorni piovosi seguiti da temperature elevate. Il disordine è caratterizzato dalla comparsa di macchie necrotiche o aree irregolari di tessuti morti su foglie mature. Queste foglie colpite iniziano a ingiallire e dopo pochi giorni dalla comparsa delle prime macchie necrotiche, cadono prematuramente".

Dal 2008 al 2011, K+S Kali GmbH ha condotto una prova in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach – Istituto S. Michele all’Adige (Fem-Iasma), al fine di valutare l'efficacia sulla filloptosi del melo di concimazioni fogliari preventive con solfato di magnesio e con solfato di magnesio contenente manganese. La prova si è svolta a Salorno (Bolzano) in un appezzamento di Golden Delicious clone B innestata su M9. Frutteto impiantato nel 1990 e allevato a fusetto, densità di 3.300 alberi per ettaro. Le caratteristiche del suolo: franco limoso con pH 7,73; P2O5 disponibile: 119 mg/kg; K2O scambiabile: 216 mg/kg; MgO scambiabile: 914 mg/kg; B: 0,78 mg/kg; Mn: 11,2 mg/kg; Zn: 6,9 mg/kg; Parcelle: 36 mq; repliche: 3.



Il piano di concimazione adottato in tutto il frutteto ha previsto apporti primaverili al terreno con 60 kg/ha di azoto, 20 kg/ha di P2O5, 80 kg/ha di K2O. Nel corso della stagione vegetativa sono stati effettuati trattamenti fogliari con calcio per prevenire la butteratura amara. Il campo sperimentale è stato predisposto a blocchi randomizzati, prevedeva tre ripetizioni per ogni tesi. Ogni parcella comprendeva dodici piante.
Le analisi delle foglie e dei frutti sono state svolte annualmente, in luglio e in pre-raccolta: da ciascuna parcella venivano campionate foglie e frutti per la determinazione del contenuto minerale, la lettura dello Spad ed il peso fresco dei frutticini. Mentre la valutazione dell’incidenza della filloptosi è stata fatta in tre momenti della stagione vegetativa (fine luglio, inizio agosto e inizio settembre), attraverso la stima diretta sulla pianta, il numero ed il peso delle foglie cadute.



Alla raccolta da ogni parcella sono state effettuate analisi sul frutto (amido, indice rifrattometrico, durezza, acidità, succosità, indice qualitativo di Thiault che si basa su contenuto in zuccheri e acidità). Da ogni parcella è stato prelevato un campione di frutti, posto in cella frigorifera ad ambiente controllato (2-3 °C, 85-95% di umidità relativa dell’aria) per quattro mesi per valutare incidenza di butteratura amara e marciumi dopo la frigoconservazione.



"Sebbene nei quattro anni si siano riscontrate condizioni meteorologiche anche piuttosto diverse che hanno finito per influenzare il grado di incidenza della filloptosi, la prova ha dimostrato l’efficacia delle concimazioni fogliari di solfato di magnesio contenente manganese nella prevenzione di questa fisiopatia con risultati superiori sia al testimone non trattato, che alla tesi trattata con il solo solfato di magnesio - rileva Rigacci - A parità di produzione unitaria per pianta (circa 27 kg) si è potuto osservare che Epso Combitop in particolare, grazie alla specifica combinazione tra magnesio (13% MgO) e manganese (4% Mn), seguito da Epso Microtop (15% MgO, 1% Mn), ha sensibilmente ridotto la comparsa dei sintomi della filloptosi (necrosi fogliari e caduta anticipata delle foglie) che solitamente si manifestano quando un periodo fresco è seguito da giorni caldi e soleggiati".



Per prevenire la filloptosi del melo, K+S Kali consiglia 3-4 applicazioni fogliari con Epso Combitop a partire da inizio giugno (sei settimane dopo la fioritura) fino a fine luglio (ingrossamento dei frutti), ad intervalli di 14 giorni. Dosaggio: 10 kg Epso Combitop/ha/applicazione, massima concentrazione 0,7% (700 gr / 100 l d’acqua), con volumi irrigui di 1500-1800 litri.
"Prevenendo la carenza di magnesio, manganese e zinco, l’impiego di Epso Combitop impedisce la comparsa di macchie necrotiche fogliari - conclude Rigacci - aree su cui potrebbero svilupparsi pericolose infezioni secondarie di alternaria".

Nella foto di apertura: macchie necrotiche fogliari e filloptosi (Fonte: Porro, 2012)

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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