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giovedì 2 maggio 2019


«Tagliando i pescheti ne gioveremo tutti»

Tagliare i pescheti obsoleti e smettere di piantare per sopravvivere. Teresa Jordà, ministro dell'Agricoltura della Catalogna, ha rivolto un appello alle altre comunità autonome spagnole affinchè prendano delle misure per finanziare di tasca propria l'espianto di pesche e nettarine, in modo da "esplodere" il modello implementato dalla regione catalana su scala nazionale. 

Il governo della Catalogna, come abbiamo annunciato a fine febbraio (clicca qui per leggere il nostro articolo), ha varato un programma pluriennale di contributi pubblici - cinquemila euro per ettaro, con un massimo di tre ettari per richiedente - per abbattere le superfici peschicole di circa duemila ettari, il 10% dell'attuale capacità produttiva, imponendo ai produttori l'obbligo di non reimpiantare qualsiasi varietà per almeno quattro anni. 


Teresa Jordà

All’inizio di aprile, la ministra Jordà ha poi approvato lo stanziamento di 4,5 milioni di euro di fondi pubblici per il 2019, a cui si aggiungeranno altri 3,5 milioni nel 2020 e due milioni nel 2021. Le risorse totali, quindi, ammontano a 10 milioni di euro. Un intervento di buon senso che, tuttavia, se non imitato da altre regioni, rischia di non generare impatti positivi sul commercio. Rimanendo solo una goccia d'acqua nel mare della produzione spagnola. 

"Sarebbe bello che altri territori possano unirsi alla Catalogna, perchè noi stiamo aiutando tutti", ha chiosato Jordà durante un incontro pubblico dedicato alle drupacee svoltosi a Lleida. "Se ancora nessuno lo ha fatto può essere per mancanza di coraggio politico. Ma vorrei capire bene i motivi".



Attraverso il piano di espianti, la regione disporrà di 80mila tonnellate in meno di pesche (comuni, paraguayo e piatte) e nettarine. Vale a dire "la quantità - ha sottolineato Jorda - che spedivano in Russia prima dell'embargo del 2014". E non è tutto. Il governo locale, secondo quanto anticipato dalla stessa ministra, sarebbe intenzionato ad approvare la proposta, fatta da Afrucat (Associazione dei produttori di frutta della Catalogna), di distribuire contributi pari a 50 euro per ettaro ai coltivatori di drupacee, mele e pesche, impiegabili per la promozione e il miglioramento qualitativo delle produzioni.

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