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martedì 21 maggio 2019


Asparagi, raccolta scarsa e... a singhiozzo

Nel Foggiano, prima area asparagicola d'Italia, la raccolta dei turioni di colore verde prosegue a singhiozzo. Si raccoglie a giorni alterni perché, oltre al terreno bagnato dalle precipitazioni, le temperature notturne sono nettamente più basse rispetto alle medie del periodo. 

"I 20 gradi centigradi si raggiungono verso le ore 14, poi il termometro comincia a scendere fino ai 5 gradi notturni. C'è quindi un raffreddamento dei terreni che non fa andare in vegetazione le piante", spiega a Italiafruit News Giorgio Mercuri dell'Apo Foggia, Op che rappresenta un bacino di circa 2.500 ettari di asparagi verdi. 

A causa della primavera piovosa e fredda, le asparagiaie dell'Op hanno espresso solo il 40% del loro potenziale produttivo. "Con le quantità siamo fortemente in ritardo - ha aggiunto - Abbiamo raggiunto appena il 40% della produzione delle scorse annate. La resa media si sta attestando a 30-35 quintali per ettaro. Ma dobbiamo scontare anche un netto aggravio dei costi di raccolta dovuto all'impossibilità di usare le classiche macchine agevolatrici nei campi".



Per il momento, le aziende foggiane non sono in grado di sapere se riusciranno a recuperare il gap produttivo. E nemmeno se l'apparato radicale delle piantagioni è stato danneggiato dalle precipitazioni abbondanti. "Sappiamo solo che abbiamo poco tempo per risalire la china. La raccolta nel nostro areale termina verso il 10 giugno. Ci mancano quindi una ventina di giorni di campagna. Possiamo preventivare un danno di almeno il 30% sul reddito agricolo che garantisce l'asparago".

Le temperature fredde hanno inficiato anche sui consumi dell'ortaggio primaverile. Da diverse settimane i prezzi di mercato, nonostante il calo produttivo, sono infatti stabili sia in Italia che nei nostri principali mercati esteri: Germania, Svizzera e Nord Europa. 

La Germania, in particolare, quest'anno dispone di una produzione di asparago verde molto più elevata dell'anno precedente. La superficie di coltivazione tedesca, secondo i dati dell'Op Apo Foggia, ha raggiunto i 26mila ettari (comprese le varietà bianche). "Il calo produttivo del nostro areale, unito a quello della Spagna - ha concluso Mercuri - ha dato maggiore spazio alle produzioni di Bulgaria e Ungheria, specie nei mercati del Nord Europa".

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