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venerdì 12 luglio 2019


Maltempo: Abruzzo, Marche e Puglia in emergenza

Grandinate violente con chicchi dalle dimensioni di arance, strade trasformate in fiumi da piogge torrenziali con allagamenti e scie di fango e detriti, alberi divelti dalla furia del vento con problemi sulla viabilità, zone rurali isolate per ore e stato di calamità invocato lungo tutta la dorsale adriatica. Il maltempo che ha colpito l’Italia, soprattutto il Centro con Abruzzo e Marche in testa, ma anche il Sud con Foggiano e Brindisino sotto scacco delle trombe d’aria, ha avuto effetti immediati sull’agricoltura, in un momento molto delicato dell’anno. Così Cia-Agricoltori Italiani, che sta monitorando la situazione e stima danni già superiori al milione di euro.
            
Per il settore, infatti, questo è un periodo particolarmente importante dove bombe d’acqua, grandine e sbalzi di temperatura possono mettere a rischio il lavoro di un anno e tagliare le produzioni almeno del 20%. La frutta estiva (pesche nettarine, meloni) è in fase di raccolta intensa, così come gli ortaggi, dai pomodori all’insalata. I cereali come il mais (ma anche il grano in alta montagna) sono stati seminati da poco e con i campi allettati il pericolo è il blocco della crescita, nonché funghi e muffe. Rischi anche per vigneti e uliveti, nel momento di piena maturazione dei frutti prima delle grandi raccolte: adesso tocca sperare che il caldo “asciughi” subito le ferite nei grappoli di uva e sulle olive, causati soprattutto dalla grandine.     

"Siamo davanti a una situazione eccezionale che, ancora una volta, dimostra come i cambiamenti climatici siano una realtà concreta con cui fare i conti - evidenzia Cia - Gli agricoltori dovranno investire sempre di più in strumenti assicurativi per proteggere le colture dagli eventi estremi. Altra fonte di preoccupazione è che i cambiamenti climatici stanno portando parassiti, patogeni e insetti alieni che trovano sul nostro territorio un ambiente idoneo per proliferare. Una presenza molto rischiosa per l’agricoltura, che non deve essere sottovalutata".

Il focus sulla Puglia 

Copagri Puglia
"In Puglia una violenta e intensa grandinata si è abbattuta sulla Puglia, colpendo pesantemente tutto il versante adriatico della Regione; chicchi di grandine grandi come palline da golf hanno compromesso quasi irrimediabilmente le coltivazioni di angurie e meloni, prossime alla raccolta, e non hanno ovviamente risparmiato i frutteti, per i quali si segnalano notevoli danni”. Lo rende noto il presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista, che ha raccolto le segnalazioni di alcuni associati.

“Parliamo di due colture che erano state tra le poche a salvarsi dai gravi danni già causati dalle perturbazioni che hanno imperversato tra maggio e giugno sulla Puglia, che sono andati ad aggiungersi a quelli legati a una lunga serie di problematiche che da tempo insistono sul primario regionale”, osserva il presidente, spiegando che la grandinata ha colpito, in particolare, tutta la zona che va da Polignano a Brindisi Sud.



“A maggio e giungo - ricorda Battista - ad essere state seriamente colpite erano state le aree del Tarantino e del Barese e le loro principali colture ortofrutticole, nonché i mandorleti; le forti piogge e le conseguenti alluvioni avevano danneggiato, in particolare, le ciliegie precoci e medio precoci e le varietà che stavano per arrivare sui mercati”.

“Ci siamo immediatamente attivati per raccogliere le segnalazioni dei nostri associati, così da poter avanzare una prima stima delle perdite, che già sembrano essere ingenti, e poterle di conseguenza comunicarle alle istituzioni preposte, in modo da procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Puglia, esortando i comuni interessati e la Regione ad avviare con la massima urgenza una serie di sopralluoghi per verificare i danni.

Cia Puglia 
"Il lavoro di un anno è stato vanificato in pochi minuti dall'ultima massiccia perturbazione. Gli agricoltori hanno perso fino al 70% della produzione. Uva, ortaggi, meloni e pomodoro sono le colture più colpite in questa nuova ondata di maltempo che ha risparmiato solo il Salento. Siamo ostaggi del clima. Ormai è riduttivo parlare di grandine, vento e pioggia quando piombano dal cielo chicchi grossi come palline da golf e si scatenano tornado che sradicano gli alberi spazzando via tutto al loro passaggio. Ci troviamo di fronte a eventi estremi, conseguenza anche dell'impatto dei cambiamenti climatici che hanno certamente influito sulla frequenza e intensità. Il mondo agricolo è in balia di fenomeni di portata eccezionale imprevedibile, costretto ad assistere inerme alla distruzione di interi raccolti. Strettamente correlato è il tema della difesa del suolo e della pericolosità idraulica che rende le nostre aree rurali ancora più vulnerabili". Così il presidente regionale Cia Puglia Raffaele Carrabba descrive lo scenario dopo l'ultima devastante perturbazione. Raccolte le segnalazioni, i tecnici Cia Puglia sono al lavoro per una ricognizione delle colture e strutture danneggiate e una prima stima dei danni in provincia di Foggia, Bari, Brindisi e Taranto. 

"Qualunque precauzione risulta inutile davanti ai rischi emergenti, basti pensare ai teli di protezione dei vigneti che non possono nulla durante tempeste di proporzioni inaudite, come quelle registrate nelle ultime ore - prosegue Carrabba - Considerata l'eccezionalità e la gravità delle calamità che si sono abbattute in Puglia già una settimana fa, precisamente il 4 luglio nel Foggiano e nel Tarantino, territori colpiti da violente grandinate, e poi il 9 luglio con trombe d'aria in Capitanata e da ultimo il 10 luglio con i nubifragi che, a macchia di leopardo, hanno interessato quasi tutta la regione, chiediamo di andare in deroga all'attuale legislazione, così come avvenuto per le gelate, altrimenti i produttori dovranno accollarsi ancora una volta da soli i danni. E non è più sostenibile considerata la frequenza delle calamità". 




Già martedì sui Monti Dauni, in provincia di Foggia, dov'è appena iniziata la mietitura, una buona percentuale dei raccolti è andata persa. A Roseto Valfortore un'impressionante tromba d'aria ha scoperchiato i capannoni. In un'azienda le lamiere sono state letteralmente sradicate e lanciate a centinaia di metri, mentre le rotoballe dai campi sono finite in strada, costituendo un pericolo per gli automobilisti. Nella stessa giornata, forti raffiche di vento tra San Severo e San Marco in Lamis hanno messo ko intere piantagioni di pomodori.

Circoscritte ma vaste le aree interessate dal maltempo nella giornata di mercoledì 10 luglio. Colpite, in particolare, le zone della fascia costiera. In Capitanata, la mappa delle grandinate e delle alluvioni accompagnate da forti raffiche di vento si estende dall'agro di San Severo a Lesina, Apricena, Poggio Imperiale e San Paolo di Civitate. I danni alle colture, qui, oscillano tra il 30-35% fino a oltre il 70%. I campi sono stati completamente allagati. L'uva è stata martoriata e definitivamente compromessa la raccolta. 

A preoccupare oggi è il fiume Candelaro all'altezza di Rignano Garganico, a rischio esondazione, sorvegliato speciale. "Ancora una volta il territorio rischia di pagare lo scotto della mancanza di adeguate politiche di mitigazione del rischio idraulico - aggiunge il presidente Cia Puglia - Abbiamo invocato anche a livello nazionale un programma di interventi per la messa in sicurezza chiedendo di passare dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione, superando le normative vigenti. Gli ultimi eventi meteo hanno evidenziato tutta la fragilità del territorio: le strade rurali e quelle urbane si trasformano in torrenti in piena, gli impianti cedono, gli alberi sradicati diventano un pericolo mortale". 

In provincia di Taranto, Castellaneta, Ginosa e le rispettive marine sono state nell'occhio del ciclone. A provocare danni sono state soprattutto le trombe d'aria che hanno divelto gli alberi, abbattuto vigneti e spezzato in due gli ulivi. Numerosi i problemi alla circolazione, non soltanto sulle strade rurali: gli alberi sradicati hanno rappresentato un pericolo anche lungo la SS580 che collega Ginosa alla marina. Anche nel Tarantino, ad avere la peggio è stata soprattutto l'uva. In Contrada Caravella a Castellaneta interi filari sono stati abbattuti e i pali non hanno retto alla forza dei nubifragi. Qui già il 4 luglio scorso, fino a Laterza, l'uva era stata facile bersaglio di un'altra violenta grandinata. 
In provincia di Brindisi si sono concentrati vento, grandine e pioggia, impattando soprattutto lungo la costa nord. Anche in questo caso, grossi chicchi hanno bombardato le campagne e non hanno lasciato scampo alle colture. 

Il maltempo non ha risparmiato nemmeno la provincia di Bari, e la bufera ha lasciato a terra una distesa di olive nella zona di Bitonto e Giovinazzo. Il vento ha sferzato le produzioni fino a piegarle anche nelle Murge: Minervino è tra le località che hanno subito più danni.  "I nuovi eventi estremi impongono di ripensare il sistema delle coperture assicurative - conclude il presidente Cia Puglia Raffaele Carrabba - Le istituzioni, una buona volta, devono decidersi a prendere di petto il tema della riforma, della gestione e del contenimento dei rischi per la tutela del suolo e del reddito degli agricoltori".

Confagricoltura Puglia
Anche Confagricoltura Puglia auspica che la Regione Puglia dichiari senza attendere lo stato di calamità.  “I danni sono evidenti, a tutte le colture, in particolare agli ortaggi, alla frutta e all’uva, sia da vino che da tavola - dice Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia - In una situazione come questa, non c’è da perdere tempo. Bisogna procedere per garantire alle imprese agricole il massimo sostegno”.

Confagricoltura Puglia mette a disposizione gli uffici territoriali per le segnalazioni dei danni. E chiede che gli uffici regionali procedano rapidamente ad avviarne la stima. "Le zone più colpite sono state le province di Brindisi e Taranto. L’intera area di Brindisi, dalla costa all’interno, è stata attraversata dai nubifragi: danni si segnalano soprattutto alle coltivazioni vitivinicole e alle produzioni di kiwi. Per la provincia di Taranto, segnalazioni di tendoni e di alberi sradicati arrivano Castellana, Ginosa e Grottaglie. A nord della Puglia si segnalano danni soprattutto sulla costa Barese e Foggiana, in particolare in corrispondenza di Chieuti".
 
Fonte: Cia nazionale - Copagri Puglia - Cia Puglia - Confagricoltura Puglia


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