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martedì 6 agosto 2019


Fragole, quando la catena del freddo inizia in campo

Una fragola d'élite, un frutto che si distacca nettamente dalla massa e che viene coltivato in alta montagna, a 1.200 metri d'altitudine, in una serra idroponica di 7 ettari. E' la fragola Fragolà, marchio del Gruppo Ceradini di Verona. Una produzione che, a distanza di otto anni dall'apertura della struttura di Velo Veronese, località del Parco Regionale della Lessinia, si è ritagliata una buona fetta di mercato nel periodo estivo ed autunnale.

Soddisfatto della campagna commerciale l'imprenditore Massimo Ceradini, che ci spiega: "Molti gruppi della Gdo nazionale stanno riuscendo a valorizzare le nostre fragole Murano e Irma, che non sono soltanto dolci, croccanti e ben colorate, ma vantano anche una shelf life invidiabile, grazie al fatto che la nostra catena del freddo inizia direttamente in campo: raccogliamo, confezioniamo e riponiamo subito il prodotto nelle celle frigo, al fine di favorire la tenuta in post raccolta".




"Nell'impianto di Fragolà - prosegue - curiamo alla perfezione tutti i piccoli dettagli, per offrire al mercato un prodotto talmente distintivo da non sentire la concorrenza di altre fragole. Quest'anno, come novità, abbiamo presentato il nuovo cestino in flow-pack, che sta riscuotendo un particolare successo". 

Per questa ottava campagna, l'azienda ha messo a dimora circa 350mila piante, di cui 200mila di Murano e 150mila di Irma. "L'impianto fino a oggi ha espresso una produzione inferiore alle attese, a fronte dell'andamento climatico di maggio e giugno che ci ha fatto concentrare la raccolta della prima fioritura a inizio luglio" ha spiegato a Italiafruit News Mattia Brutti, responsabile tecnico della struttura.



"Ora è in corso la seconda fioritura e ci aspettiamo di poter raggiungere la piena produttività a partire dall'8-10 agosto. Da questa data a fine settembre, saremo in grado di confezionare tutti i giorni dai 1.400 ai 1.700 plateau da 2 kg".

La seconda fioritura andrà avanti fino a ottobre/novembre. "La coltivazione in idroponica e il clima di montagna ci consentono di ridurre al minimo i trattamenti - conclude Brutti - E' motivo di orgoglio, per noi, coltivare fragole all'interno di un Parco che una forte connotazione turistico-ambientale. Il nostro prodotto è davvero unico; la varietà Murano, in particolare, ha trovato a Velo Veronese il suo habitat naturale per esprimere tutte le sue migliori qualità organolettiche".



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