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martedì 6 agosto 2019


Cimice asiatica, spunta un altro video shock

Cimice asiatica, produttori di ortofrutta sempre più preoccupati. Un altro video, appena girato negli impianti sperimentali della Fondazione Edmund Mach (Trentino-Alto Adige), impegnata nelle operazioni di sfalcio, svela come la situazione stia ormai precipitando. L'operatore ha avuto la prontezza di registrare per un minuto ciò che vedeva: una miriade di esemplari di Halyomorpha halys che "camminavano" sulla macchina agricola e sull'erba appena tagliata.  

Uno spavento per gli occhi. Ma anche un serio problema per la filiera melicola locale. La cimice asiatica, infatti, si riproduce con un ritmo elevatissimo (una femmina depone fino a 400 uova) ed è resistente agli antiparassitari più diffusi. Un ettaro di frutteto con soli dieci esemplari, di cui cinque femmine, può rischiare di ritrovarsi dopo tre anni con 256 miliardi di cimici, ammettendo tassi di mortalità elevati.



Il video in questione, qui sopra riportato, è stato pubblicato su Twitter da Max Suckling, professore dell'Università neozelandese di Auckland, che scrive: "#BMSB (ndr, acronimo di cimice asiatica) on the Fondazione Edmund Mach apple research orchard mower in Valle Di Non, Trentino - Impressionante!".




Ha preso il via, nel frattempo, il pressing istituzionale di Regioni e associazioni agricole. La scorsa settimana, le amministrazioni di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto e la Cia-Agricoltori italiani hanno chiesto al Governo di aprire un Tavolo urgente di crisi sulla cimice asiatica. Una richiesta che, nella giornata di ieri, è stata sollecitata anche dall'Alleanza cooperative agroalimentari in una lettera diretta al ministro Gian Marco Centinaio. 

"Gli obiettivi del Tavolo sono l’individuazione di interventi rapidi di sostegno ai produttori colpiti - spiega Giorgio Mercuri, presidente dell'Alleanza cooperative agroalimentari - e la definizione di nuovi urgenti strumenti per contrastare la diffusione della cimice asiatica sull’intero territorio nazionale, accelerando anche l’introduzione dell’unico vero antagonista della cimice, ossia la vespa samurai". 




"È ormai fortissima - sottolinea - la preoccupazione per la situazione di crisi che sta investendo la frutticoltura nel Nord Italia, a causa della concomitante presenza dei danni ingentissimi causati dalla cimice asiatica, da malattie fungine fuori controllo e molto aggressive e dal verificarsi di una contemporanea e significativa moria delle piante da frutto. Una situazione che risulta aggravata quest’anno da un andamento climatico eccezionale che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole e la competitività della stessa filiera produttiva, con perdite di produzione delle singole aziende stimabili dal 40% al 100%".  

"Nelle principali aree frutticole - aggiunge Mercuri - la cimice asiatica, dopo aver attaccato le piante di drupacee (pesche, nettarine, susine e ciliegie) e di mele, sta ora piombando come un flagello sugli alberi di pere, produzione di cui la regione Emilia-Romagna è leader con oltre il 70% dei quantitativi nazionali che superano le 700mila tonnellate. Molte delle aziende agricole che conferiscono il prodotto alle nostre cooperative hanno danni sul 100% delle loro piante; la situazione è fortemente compromessa e si rischia in molte zone, specie nel Ferrarese, di non raccogliere il prodotto. Questa drammatica crisi, il cui impatto finanziario sulle imprese è notevolissimo - conclude la missiva del presidente - si sta allargando anche ad altri prodotti (orticole, soia e grano) e Regioni come il Friuli-Venezia Giulia e il Piemonte ed è prevedibile che i danni aumentino ulteriormente”.

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