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Japanese fruit market martedì 6 agosto 2019


Ecco i tre frutti più cari al mondo

La perfezione dei frutti giapponesi ha un costo altissimo; così elevato che, quando veniamo a conoscenza delle cifre in gioco, rimaniamo a bocca aperta. Lo stupore davanti a certi prezzi è normale, ma bisogna anche immedesimarsi in una cultura completamente differente dalla nostra. Nel Paese del Sol Levante, infatti, la frutta ha un’accezione particolare, come dimostra il fatto che sia venduta al pezzo e non al chilo come in Italia.
 
Questo tipo di vendita è possibile perché tutti i prodotti hanno le stesse dimensioni e lo stesso peso. Ciò è dovuto alla cura maniacale che i nipponici mettono in ogni singolo prodotto. Le angurie cubiche, per esempio, sono coltivate in appositi recipienti che le costringono ad assumere quella forma unica.

Grazie alla dedizione dei coltivatori giapponesi, la frutta che si trova sui banchi dei loro supermercati è talmente bella, perfetta e saporita da sembrare quasi finta. Un altro aspetto fondamentale della cultura giapponese riguardo alla frutta è l’abitudine a regalarla nelle occasioni speciali. Ad esempio, non è raro trovare nelle camere d’ospedale splendide composizioni di frutta come augurio di pronta guarigione. Così come si regala frutta in occasione di cene o feste.

I giapponesi, quindi, considerano certi tipi di frutta come veri e propri prodotti di lusso per cui sono disposti a spendere cifre elevatissime, che a noi sembrano autentiche pazzie.
I tre frutti più costosi del mondo sono quindi rigorosamente tutti giapponesi e tutti e tre giocano sul tema della unicità e della perfezione per giustificare prezzi per noi incomprensibili.

Il melone Yubari King 



Una coppia di meloni Yubari King è arrivata a costare ad un’asta la strabiliante cifra di 22.500 euro. Sono coltivati solamente nelle serre della cittadina di Yubari nella prefettura di Hokkaido. 
Il procedimento per ottenere questi meravigliosi meloni è maniacale. Vengono infatti controllati uno per uno, lavati e tenuti sospesi in modo che l'aspetto e il colore della buccia rimangano uniformi. Quelli selezionati come migliori vengono poi protetti dal sole con una sorta di cappello. In questo modo acquisiscono un gusto più dolce.
Quelli che ottengono l’apposizione del marchio da parte della cooperativa dei produttori di Yubari hanno una forma perfettamente sferica e una buccia straordinariamente liscia. Infine, il peduncolo viene reciso con una forma a "T".

L’uva Ruby Roman


Uva Ruby Roman, Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

Al secondo posto nella lista troviamo l’uva Ruby Roman dalla Prefettura di Ishikawa. Alcuni grappoli sono stati venduti recentemente a una cifra vicina a 9.000 euro. Ogni acino è grande come una pallina da ping-pong con un peso di 20 grammi e una percentuale di zucchero di almeno il 18%.

L’anguria Densuke


Anguria Densuke, Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0))

Il prezzo record che ha raggiunto è stato di circa 5.500 euro al pezzo. E un’anguria nera senza striature e perfettamente sferica, coltivata nella città di Toma, nella provincia di Hokkaido. Il gusto è più dolce rispetto ad un cocomero tradizionale. Di Densuke ne vengono prodotte pochissime, solo un centinaio all’anno.

Copyright 2019 Italiafruit News


di Francesco Mattioli

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