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giovedì 5 settembre 2019


Bellanova al Mipaaf: lavoro e lotta al caporalato nel Dna

Non è un volto noto quello del nuovo ministro delle Politiche Agricole: il settore ha "tifato" per due donne, l’ex sottosegretaria Alessandra Pesce e soprattutto l’assessore all’agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli, ma succedere a Gian Marco Centinaio, nel governo Conte-bis, è un’altra esponente dell’"altra metà del cielo”, la renziana Teresa Bellanova. Ha superato, sul filo di lana, un’altra donna, la democratica umbra Anna Ascani.

Sessantuno anni appena compiuti, pugliese di Celle Messapica, nel Brindisino, Bellanova è stata sottosegretaria al lavoro nel governo Renzi dal 2014, diventando poi, due anni dopo, viceministro allo sviluppo economico. Politico e sindacalista, racconta la sua biografia: appena ventenne inizia a rappresentare i braccianti come coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti; lavora nel sud-est barese per poi spostarsi in provincia di Lecce, a Casarano, per contrastare la piaga del caporalato.

Nel 1988 viene nominata segretaria generale provinciale della Flai-Cgil (Federazione Lavoratori AgroIndustria) leccese, mentre nel 1996 è segretaria generale Filtea (Federazione italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero), incarico che ricopre fino al 2000, quando entra a far parte della segreteria nazionale con delega alle politiche per il Mezzogiorno, politiche industriali, mercato del lavoro. Eletta nel 2005 componente del Consiglio nazionale dei Democratici di Sinistra, il 22 aprile 2006 "conquista" per la prima volta la Camera dei Deputati nella lista dell'Ulivo pugliese, bissando l’elezione nel 2008 e venendo riconfermata deputato nel 2013. Diventa segretario del gruppo Pd alla Camera e, quindi, l'anno dopo, sottosegretario.


  
Alle elezioni politiche italiane del 2018, nel collegio uninominale di Nardò, ha raccolto il 17,36%, ma tanto è bastato per diventare senatrice nella lista proporzionale del Partito Democratico in Emilia-RomagnaA Palazzo Madama fa parte della Commissione permanente industria, commercio, turismo.

“La mia bibbia - afferma - è l’articolo 1 della Costituzione: l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. E sui social, solo due giorni fa, una dichiarazione che suona come un programma: “caporalato e lavoro nero, battaglie che vanno combattute senza passi indietro”. Non idilliaci i rapporti con il predecessore: in una interrogazione depositata lo scorso 6 agosto con il collega senatore Pd Dario Stefano, Bellanova criticava il ritardo nel predisporre i decreti attuativi sulla xylella previsti dalla legge entrata in vigore lo scorso 29 maggio. "Dopo 13 mesi dalla prima gita del ministro in Puglia, possiamo ancora affermare che Centinaio non ha fatto niente", accusava.



Soddisfatto per la nomina il coordinatore del Gruppo S&D della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro: “Mi congratulo per la formazione del nuovo Governo, che vede anche alcuni parlamentari del Partito Democratico al vertice di importanti dicasteri. Tra questi, l’amica senatrice Teresa Bellanova, neo ministra delle Politiche agricole, alla quale ho annunciato la mia personale disponibilità a collaborare da subito su questioni prioritarie legate alla Politica agricola comune, e all’amico e collega parlamentare europeo, Roberto Gualtieri, nominato alla guida del ministero dell’Economia”. Auguri di buon lavoro anche dalle organizzazioni agricole, tra cui Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Cia e Cia Puglia, che alla conterranea "snocciola" subito le priorità: meno tasse sul lavoro, più redditività, contrasto alla criminalità nelle campagne. Per Fai Cisl “sono tante le sfide che attendono il nostro Paese nei prossimi anni, dalla Pac, all'auspicabile nomina di un commissario italiano all’agricoltura nell'Ue, dalla realizzazione di azioni costanti con le quali debellare sfruttamento e caporalato, alla risoluzione delle vertenze che riguardano l’industria alimentare”.
 
La lista dei ministri è stata annunciata ieri alle 15.30: conta 10 esponenti Pentastellati, 9 del Pd e uno di Leu. Sette le donne. I Dicasteri principali vanno a Lamorgese (Interni), Di Maio (Esteri), Gualtieri (Economia), Patuanelli (Sviluppo Economico) e Franceschini, attività culturali con delega al turismo. Il Mipaaft, dunque, torna - dopo la "reggenza" Centinaio che l'aveva coniugato all'agricoltura - Mipaaf. Il giuramento è in programma questa mattina alle 10.

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