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Roberto Della Casa lunedì 16 settembre 2019


Un megafono per l'ortofrutta

Il quadro istituzionale è ora completo. A Bruxelles abbiamo il nuovo Commissario Ue Janusz Wojciechowski (propongo di istituzionalizzare l’acronimo JW per evitare errori di battitura e di pronucia), a Roma il neo ministro Teresa Bellanova che sarà affiancata dal sottosegretario Giuseppe L'Abbate, proprio oggi è previsto il suo giuramento dopo l'annuncio di venerdì scorso.

Ministro Teresa Bellanova

Nuovi equilibri e nuovi politici, ma stessi annosi problemi per l'ortofrutta, che con le sue varie organizzazioni dovrà muoversi in questa rinnovata geografia istituzionale. E se non vorrà prendere altre sdentate e rimanere confinata nel purgatorio dell'agroalimentare, dovrà imparare una volta per tutte quando, come e dove muoversi.



Penso al recente tifo, quasi calcistico, per l'amico Paolo De Castro: sarebbe stato fantastico per l'Italia averlo come Commissario europeo all'agricoltura, ma quella casella era stata "prenotata" mesi addietro dalla Polonia in cambio del sostegno alla presidente Ursula Von Der Leyen, quando l’Italia aveva un altro assetto politico e idee ancora confuse sul ruolo che voleva giocare in Europa. Era quello il momento da utilizzare per avere l’agricoltura, giocando anche la carta di un tecnico dello spessore di De Castro, molto stimato anche a Bruxelles. Pochi giorni prima dell'ufficializzazione della nuova Commissione, cioè a giochi ormai chiusi, sono apprezzabili le pubbliche manifestazioni della stima che tutti noi nutriamo verso di Lui, ma non è così che si fa lobby e si ottengono risultati. Senza seguire le regole della politica internazionale è difficile essere davvero incisivi e portare avanti le sempre più impellenti istanze del nostro comparto nelle stanze dei bottoni. Ne parleremo proprio con Paolo De Castro il 20 novembre al Teatro Manzoni di Milano in occasione degli Stati Generali dell'Ortofrutta. (Leggi qui per saperne di più).

Stati Generali dell'Ortofrutta

Ora, sfumata questa occasione, concentriamoci sul nostro Paese. Con Teresa Bellanova - checché se ne pensi del suo look e del suo titolo di studio - abbiamo finalmente un ministro che l'ortofrutta la conosce. Se non altro per averla vissuta da vicino e per aver visto le difficoltà dal basso. Non è un aspetto da trascurare: gli ultimi ministri hanno dimostrato un totale disinteresse per l'ortofrutta - nonostante il valore della produzione del comparto sia di oltre 13 miliardi di euro - mentre nelle stanze che contano del Mipaaf altre aree come vino, carne e latte hanno trovato ben altro ascolto.

L'auspicio è che con Teresa Bellanova l'ortofrutta possa trovare il posto che merita nell'agenda politica del Paese. Il ministro ha annunciato l'apertura di una serie di tavoli e di una stagione di ascolto. Bene, come sapete, ai tavoli personalmente credo poco, mentre nutro fiducia incondizionata verso la conoscenza. Per cui, come ci ha suggerito un nostro affezionato lettore, nelle prossime settimane cercheremo di raccogliere stimoli e contributi dalla filiera ortofrutticola per costruire un dossier con le tante sfumature del nostro comparto da sottoporre al ministro Bellanova. Vogliamo portare la voce dell'ortofrutta nei salotti buoni della politica italiana e gli Stati Generali dell'Ortofrutta serviranno anche a questo scopo. Scriveteci, dunque, le vostre indicazioni da presentare al ministro, mandate le vostre mail a redazione@italiafruit.net

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