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giovedì 19 settembre 2019


Incendio all’Ics, il distretto di Avellino fermo da 5 giorni

Si respira un clima di incertezza ad Avellino, provincia campana particolarmente vocata alla coltivazione di verdure, nocciole e castagne. Dopo l’incendio che lo scorso venerdì 13 settembre ha distrutto lo stabilimento dell'Ics a Pianodardine, nove comuni dell'Avellinese hanno immediatamente ordinato di fermare in via precauzionale qualsiasi tipo di attività agricola, in attesa dei risultati delle analisi dell'Asl (su suoli e pozzi idrici) e dell'Arpac (sulla presenza di diossine e furani nell’area dell’incendio).

Le aziende locali che producono e trasformano prodotti ortofrutticoli confidano che le analisi, attualmente in corso, possano escludere eventuali conseguenze su acqua, suolo e vegetaliRestano in vigore, infatti, i divieti di raccolta e consumo di ortofrutta e di utilizzo di acque attinte da pozzi per uso irriguo nei comuni di Avellino, Atripalda, Aiello del Sabato, Contrada, Grottolella, Manocalzati, Montefradane, Montoro e San Potito Ultra.



L'attesa sta inevitabilmente condizionando i “rapporti” tra produttori e clienti, che vorrebbero essere rassicurati circa la veloce ripresa delle forniture. Nell'Avellinese, tra l'altro, era appena iniziata la raccolta di nocciole e castagne nonché l'attività di approvvigionamento delle industrie di lavorazione, a partire dal punto di ritiro della Ferrero, situato presso lo stabilimento di Sant'Angelo dei Lombardi.

La stessa situazione di stallo la sta vivendo anche il distretto orticolo del Monterese, dove operano numerosi produttori specializzati nella coltivazione di insalate di quarta gamma.

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