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venerdì 27 settembre 2019


Non solo Spagna, la Cina apre le porte alle uve portoghesi

Il Portogallo non è certo un Paese conosciuto nel mondo per la coltivazione dell'uva da tavola. Eppure, le sue produzioni potranno essere spedite in Cina, il più grande mercato alimentare dell'Asia. La scorsa settimana, infatti, l'Amministrazione doganale cinese ha firmato il "Protocollo sui requisiti fitosanitari per l'esportazione dell'uva portoghese in Cina". Un accordo che sarà attuabile con effetto immediato.

L'apertura di Pechino al Portogallo arriva dopo il recente via libera concesso alle uve da tavola spagnole (clicca qui per leggere il nostro articolo). Una situazione, questa, che rischia di turbare non poco le aziende italiane che - come noto - possono esportare in Cina solo kiwi e arance rosseE' infatti paradossale che l'Italia, Paese leader in Europa nella coltivazione e nell'esportazione di uve da tavola, si sia fatta superare da due nazioni che, insieme, arrivano a rappresentare una parte piccolissima della nostra produzione annua, pari a un milione di tonnellate.

Il protocollo per le uve portoghesi include misure per impedire l'ingresso in Cina di più di una decina di organismi nocivi da quarantena. Le produzioni dovranno quindi essere sottoposte obbligatoriamente al cold-treatment, trattamento a freddo contro la mosca della frutta. Inoltre, prima di partire ufficialmente con l'export, i siti produttivi e le strutture di imballaggio e stoccaggio portoghesi dovranno essere registrati e certificati dalle autorità cinesi.


La visita dell'amministrazione cinese in Portogallo, avvenuta nel dicembre 2018. Nell'occasione i due Governi hanno posto le basi per l'elaborazione di un protocollo sull'uva da tavola 

Lo sblocco delle trattative è tutto merito del Governo socialista portoghese, in carica dal 2015, che in soli quattro anni ha “aperto” 56 mercati esteri per 228 prodotti alimentari, di cui 56 di origine vegetale. "Un'ottima notizia per il settore ortofrutticolo nazionale, le cui esportazioni stanno crescendo in maniera molto consistente” ha commentato Medeiros Vieira, segretario di Stato per l'agricoltura portoghese. “Il mercato cinese è esigente ma ha dimensioni molto rilevanti, in grado di fare la differenza per molti produttori nazionali".

In materia di internazionalizzazione, ha proseguito Vieira, "è necessaria una strategia di negoziazione coerente basata su elevati standard di qualità e una diplomazia dinamica e con grande capacità di risposta". Il segretario di Stato è inoltre ottimista sull'apertura del mercato cinese agli agrumi, alle pere e alla mele, "processi che sono già in una fase avanzata di negoziazione". Il mondo si muove e l'Italia resta (ancora) alla finestra. 
 
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