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giovedì 10 ottobre 2019


Clementine in ritardo di 20 giorni

La maturazione delle clementine nei due principali Paesi di produzione d'Europa, Spagna e Italia, si è spostata in avanti dopo le ultime settimane di caldo. I nostri “cugini” spagnoli, che solitamente riuscivano ad anticipare i produttori dell’arco ionico di venti giorni, hanno iniziato solo a fine settembre a raccogliere le varietà precocissime negli areali di Murcia.

La zona di Valencia, più vicino al mare, sta invece scontando un ritardo ancora più vistoso, visto che la raccolta dovrebbe partire questo fine settimana. Momento in cui sono previsti anche i primi stacchi di Clemenrubi e Orogros al Sud Italia che, quindi, va a posticipare l’avvio stagionale di ben venti giorni.



Tanto in Spagna quanto in Italia, l'annata 2019/20 vedrà una significativa riduzione dei volumi di produzione rispetto alle medie delle ultime cinque campagne. Nel confronto con l’anno scorso, le previsioni più aggiornate per l’arco ionico parlano di un 20-40% in meno a seconda delle zone. La Spagna, che da anni comanda la scena nei vari mercati europei, si attende invece un calo del 25% circa. Le aziende iberiche, però, quest'anno dovrebbero gestire clementine di calibro mediamente più piccolo rispetto a quelle italiane.

La pagina della commercializzazione è tutta da scrivere. I produttori dell'arco ionico, orientati quasi prettamente al mercato nazionale, sono già preoccupati per la paura di non riuscire a coprire i maggiori costi che, complice il marcato calo produttivo, sono preventivabili per la raccolta. Si spera non solo nell'arrivo di temperature più fredde, in grado di favorire sia la qualità organolettica dei frutti sia il consumo degli italiani, ma anche, e soprattutto, che la Gdo nazionale (primo acquirente di clementine Made in Italy) possa riuscire a corrispondere prezzi congrui alla contrazione produttiva.

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