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giovedì 10 ottobre 2019


Corilicoltura: analisi e prospettive in un convegno

Venerdì 11 ottobre, dalle ore 9,30 alle 13, si svolgerà nella sede dell’Accademia dei Georgofili un convegno su: “Analisi e Prospettive della coltivazione del nocciolo in Italia”, organizzato in collaborazione con il Collegio Nazionale Agrotecnici e Agrotecnici Laureati.

Le superfici coltivate a nocciolo, a livello mondiale, sono in continua crescita da almeno 50 anni. L’Italia è il secondo produttore mondiale dopo la Turchia anche se, da qualche tempo, una discreta fetta di mercato è stata conquistata da altri Paesi quali la Georgia, l’Azerbaijan, il Cile, ecc.

In Italia operano importanti industrie che per le loro produzioni a base di nocciola, come le creme spalmabili, la pasticceria farcita e le nocciole rivestite di cioccolato, occupano un posto di eccellenza a livello mondiale tanto da dover importare, con un trend in continua crescita, gran parte della frutta secca per il loro fabbisogno.

La situazione deficitaria di nocciole in Italia, rispetto alle richieste dell’industria, unita ad alcune valutazioni sulle prospettive a livello politico/economico di importanti Paesi produttori, hanno spinto le medesime industrie nazionali a creare le condizioni per potersi approvvigionare di materia prima a livello locale. 

Da qualche anno sono state quindi avviate iniziative per ammodernare la corilicoltura e per favorirne l’aumento delle superfici, soprattutto nelle Regioni italiane tipicamente impegnate in questo settore come il Lazio, la Campania ed il Piemonte, ma anche in altre aree dove la coltivazione del nocciolo risultava del tutto marginale.

Le iniziative hanno destato molto interesse da parte degli agricoltori ed anche delle loro associazioni di categoria. Anche le Amministrazioni pubbliche sono state coinvolte nell’opportunità di trovare una possibile alternativa alle coltivazioni agricole tradizionali i cui margini economici si affievoliscono sempre più. 

Per questo alcune Regioni hanno inserito la coltivazione del nocciolo all’interno dei loro programmi di sviluppo rurale con misure indirizzate verso l’intera filiera, dal produttore alla prima trasformazione, fino all’industria utilizzatrice finale.

Il convegno inizierà alle 9,30 con i saluti di Massimo Vincenzini, Presidente dell’Accademia dei Georgofili e di Lorenzo Gallo, Vice Presidente Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, mentre coordinerà i lavori Raffaello Giannini, Accademia dei Georgofili.

Alle 10 interverranno Gabriele Dono e Simone Severini dell'Università degli studi della Tuscia per parlare di "Evoluzione dei mercati e redditività degli investimenti", mentre alle 10,30 Simone Orlandini dell'Accademia dei Georgofili approfondirà la "Sostenibilità della coltivazione del nocciolo in Italia".

Alle 11 seguiranno le comunicazioni di Moreno Moraldi, libero professionista e consulente del settore vivaistico con "Tecniche di moltiplicazione del nocciolo in Italia", Sergio Tombesi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore con "Moderne tecniche di impianto", Roberto Botta e Nadia Valentini dell'Università degli studi di Torino con "Vecchie e nuove varietà di nocciolo", Daniela Farinelli dell'Università degli studi di Perugia con "La difesa dagli stress abiotici e biotici con metodi a basso impatto ambientale" e Danilo Monarca dell'Università degli studi della Tuscia con "Meccanizzazione della coltura".

Alle 12,15 è previsto un intervento di Gennaro Giliberti in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e interventi dei portatori di interesse del settore e delle filiere connesse. La conclusione del convegno è prevista alle 13.

Fonte: Ufficio stampa Georgofili


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