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martedì 3 dicembre 2019


Un bozzolo di seta aiuta i semi a germogliare

Proprio come i bachi da seta, anche i semi delle piante possono essere protetti da un bozzolo fatto con lo stesso prezioso materiale: arricchito con batteri buoni che producono fertilizzanti naturali, permette di farli germogliare anche nei terreni più salini e ostili. Lo dimostrano gli esperimenti pubblicati sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas) dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), coordinati dal bioingegnere italiano Benedetto Marelli.

Il processo per il rivestimento dei semi è a basso costo e non richiede particolari attrezzature: per questo potrebbe aprire nuovi scenari in agricoltura, consentendo di coltivare terreni finora considerati inutilizzabili. Lo studio è nato da un'intuizione di Marelli, che da tempo lavorava a un rivestimento in seta per i semi arricchito con i rizobatteri, microrganismi buoni che vivono in simbiosi con le radici delle piante leguminose convertendo l'azoto dell'aria in fertilizzante. "Pensavamo di usarli nel rivestimento per far resuscitare i semi una volta piantati nel terreno", racconta Marelli, ma i primi esperimenti si sono rivelati un fallimento. I batteri, infatti, non riuscivano a sopravvivere come previsto.

Il collaboratore Augustine Zvinavashe ha quindi suggerito di aggiungere lo zucchero trealosio, che alcuni microrganismi usano come nutriente per sopravvivere in condizioni di aridità. Così la seta, i batteri e il trealosio sono stati sospesi in acqua, formando una soluzione in cui sono stati inzuppati dei semi di leguminose per pochi secondi, in modo da far depositare un rivestimento spesso alcuni millesimi di millimetro. Una volta piantati in terreni ad alta salinità, sia nei laboratori del Mit che del Politecnico Mohammed VI a Ben Guerir, in Marocco, i semi hanno cominciato a germogliare "dove nessun'altra pianta riusciva a crescere", racconta Marelli. Dopo questo successo, le ricerche continueranno con semi di altre piante, anche in campo aperto, con l'obiettivo di sviluppare il rivestimento per renderlo efficace anche nei terreni aridi.  

Fonte: Ansa 


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