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mercoledì 11 dicembre 2019


Goodland realizza un pomodoro insieme a No Cap

Si è tenuta ieri mattina, a Bologna, la conferenza stampa di presentazione della start up innovativa bolognese Goodland e del suo primo prodotto-progetto, il pomodoro realizzato in collaborazione con No Cap, associazione che si batte contro il caporalato nelle campagne italiane.

Goodland contribuisce a sviluppare ricerca scientifica e attività di rete fra privati, istituzioni, organizzazioni sociali con il fine di ricostruire opportunità di valorizzazione economica ed ecologica. Promuove la produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi mirati alla salute dell’uomo e dell’ambiente.

Lucio Cavazzoni ha dichiarato: “Il nostro primo prodotto è il pomodoro, passata e pelati, realizzato con No Cap, associazione che si batte contro il caporalato nelle campagne italiane. No Cap ci ha chiesto di supportarli, nelle loro aree più difficili, per la produzione di pomodoro secondo caratteri di qualità e massimo rispetto dei diritti dei lavoratori. Era importante fare in modo che tale prima produzione fungesse da esempio e modello praticabile verso altri agricoltori e imprese presenti sul territorio e promuovesse, allo stesso tempo, nuovi mercati interessati a produzioni rispettose dei diritti dei lavoratori”. 

Il pomodoro No Cap, coltivato in aziende agricole di Rignano Garganico, ha visto coinvolti agricoltori e trasformatori, lavoratori immigrati che vivono nei ghetti, istituzioni locali e regionali e gruppi della distribuzione, contribuendo così a determinare un impatto sociale nel Foggiano e nella Capitanata. Il metodo di coltivazione biologico, la scelta di varietà pregiate, i processi di trasformazione semiartigianali protettivi della materie prima, caratterizzano l’alta qualità del pomodoro No Cap.

Prossimamente Goodland si occuperà di sviluppare ulteriori prodotti, in particolare prodotti da forno e latticini. Il territorio coinvolto sarà l’Appennino, a partire da quello emiliano, dove l’obiettivo è quello di attivare una rigenerazione agroecologica e, contemporaneamente  avviare la produzione di cibi per la salute. I prodotti da forno saranno realizzati con farina derivata da popolazioni adattive di grani antichi che si distinguono per il basso contenuto di glutine e l’alta qualità nutrizionale. I latticini freschi provengono da allevamenti al pascolo, secondo il regolamento Stg, specialità tradizionale garantita, nuova denominazione riconosciuta dalla Comunità Europea.  

Riforestazione e biodiversità sono e saranno fondamentali per le terre di pianura. Il riso sarà prodotto da un gruppo di agricoltori del Vercellese la cui azione è volta a riqualificare l’ambiente e socialità nel proprio territorio.

Lucio Cavazzoni conclude: “Goodland è una impresa aperta, in costruzione. Ci interessa l’azione diretta che cambia e si sforza di produrre il cambiamento. Ci interessano le persone, le comunità, le imprese che, pur in campi e aree diverse, individuano progetti concreti di cambiamento che diventano prodotti o modelli riproducibili e testimonianze dell’impatto che vogliono provocare. Per questo esiste Goodland”.

Fonte: Ufficio Stampa Goodland


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