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venerdì 13 dicembre 2019


L'ortofrutta «marziana» sbarca al Parlamento

C'è anche chi ha scommesso nell'ortofrutta tra i Wwworkers, i lavoratori della rete. Per dirla con le parole di Giampaolo Colletti, fondatore di questa job community, si tratta di start-up e liberi professionisti che utilizzano le leve della tecnologia per fare impresa. E lo fanno nel segno della sostenibilità, con progetti innovativi che puntano a fare la differenza anche nel rispetto dell'ambiente.



E il caso della Ferrari Farm, azienda della provincia di Rieti che ha realizzato un impianto di coltivazione idroponica unico in Europa, costituito da 2 serre ed 1 fitotrone (non fa uso del Sole ma è illuminato a Led). La fondatrice Giorgia Pontetti, 42 anni, ingegnere elettronico e astronautico, nei giorni scorsi è stata tra le protagoniste alla Camera dei Deputati di un confronto con la politica sulle azioni per promuovere la green economy.

"In una conferenza in cui si parlava di colonizzare Marte - ha raccontato l'ingegnere prestato all'ortofrutta ai microfoni di Rai Parlamento - un professore disse la parola magica 'idroponica' e da lì è iniziata la mia follia. Coltiviamo in serre uniche in Europa, più pulite di una sala operatoria, chiuse ermeticamente e senza terra. Questo ci permette di essere più ecosostenibili perché non inquiniamo e non veniamo inquinati, risparmiamo più del 90% di acqua. Il mio sogno? Coltivare sul suolo marziano".



La Ferrari Farm produce insalate, ortaggi ed erbe aromatiche nelle sue serre. E il sogno di sbarcare su Marte non è poi così campato per aria: la start-up ha infatti partecipato a un bando della Regione Lazio per poter costruire a terra un prototipo di orto-spaziale.



Intanto negli impianti aziendali la tecnologia è la padrona assoluta: il clima interno alle serre è gestito da computer, garantisce le condizioni ottimali per la crescita delle piante regolando temperatura, umidità relativa e anidride carbonica; mentre l’irrigazione si basa sulla distribuzione di sali minerali con le acque di irrigazione a ciclo chiuso per ridurre al minimo il consumo di acqua. Alla base di tutto c'è proprio una ricetta di coltivazione che il computer mette in atto.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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