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giovedì 9 gennaio 2020


Bonifica e risparmio idrico, il Mipaaf sblocca 500 milioni

L'Italia sblocca una nuova e importante tranche di 500 milioni di euro di risorse che saranno destinate al settore della bonifica e del risparmio idrico in agricoltura. E' quanto ha evidenziato ieri, a Roma, il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova, nel corso della presentazione della "Strategia nazionale" per il risparmio idrico e la lotta al dissesto idrogeologico. Due stringenti emergenze per il "sistema Paese" in un’ottica di sostenibilità ambientale.

La Strategia nazionale del Mipaaf rappresenta una programmazione imponente, per risorse investite, impatto dei cantieri avviati e territori coinvolti. Suddivisa fra il 2018/19 e il 2020, la Strategia ha visto finanziati nel primo biennio 67 progetti di rilevanza nazionale per complessivi 629 milioni di euro, attraverso il Programma di sviluppo rurale nazionale (Psrn), il Fondo sviluppo e coesione e la Legge di bilancio 2017, che aveva istituito il Fondo per le Infrastrutture strategiche. I progetti sono tutti in fase di esecuzione: l’immediata cantierabilità era infatti una delle condizioni per partecipazione alla selezione indetta. Il che ha consentito ai beneficiari, in gran parte Consorzi di bonifica, di essere immediatamente operativi.

Per quanto riguarda il 2020, nelle prossime settimane il Mipaaf metterà a disposizione altri 500 milioni di euro per la realizzazione di 52 progetti



“Una parte consistente dei fondi utilizzati per l’attuazione dei progetti - ha spiegato il ministro Teresa Bellanova - rinviene da quel Fondo Infrastrutture costituito con la Legge di bilancio del 2017, che non a caso individuava proprio nel dato infrastrutturale nel nostro Paese uno dei punti, se non quello più rilevante e strategico, sui cui intervenire senza indugi. Era la stessa logica - ha proseguito - che aveva informato e dato vita a due intuizioni straordinarie poi sciaguratamente cancellate: Casa Italia e Italia Sicura. Straordinarie perché, dinanzi a cambiamenti climatici così evidenti e dagli esiti spesso devastanti, con le gelate al sud e la siccità al nord, e alla pervasività del dissesto idrogeologico, non possiamo pensare di agire solo quando il disastro è accaduto. Per questo, in virtù della lungimiranza che caratterizzava quelle strutture rivelatesi un successo, quanto presentiamo oggi (ieri per chi legge, ndr) lo leggo a giusta ragione in quel solco, ulteriore conferma della giustezza e valenza. Quando parliamo di Italia shock, delle proposte che in questo mese presenteremo ai nostri partner di governo, diciamo: abbiamo le risorse, abbiamo i progetti immediatamente cantierabili, lavoriamo per mettere a valore presto e bene le une e gli altri. Non è civile un paese dove un’opera pubblica anche di pochi chilometri ha bisogno di anni per vedere la luce con un costo enorme per i cittadini e la loro qualità della vita".

"Le decine di opere in fase di realizzazione dimostrano che è possibile. Qui l’abbiamo fatto - ha concluso Bellanova - e stiamo continuando a farlo, anche con una capacità forte di attrazione delle risorse per proseguire nel programma avviato. Il che si traduce non solo, come è evidente, nel raggiungimento degli obiettivi individuati, contrasto al dissesto idrogeologico e riduzione dei rischi legati alla scarsità idrica, ma soprattutto in nuova salvaguardia e tutela del paesaggio”.



Nella Strategia nazionale illustrata ieri dal ministro rientrano anche la Banca dati degli Investimenti irrigui e il Sistema Informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura (Sigrian). Realizzata nel 2018 dal Crea in collaborazione con le Regioni, la Banca Dati è nata per supportare nella maniera più ampia possibile la programmazione degli interventi finalizzati alla riduzione dei rischi in agricoltura, sia in relazione alla scarsità idrica, sia al dissesto. Anche attraverso la connessione con il Sigrian - anch’esso gestito dal Crea - database nazionale unico di riferimento per la raccolta di dati e informazioni sull’uso irriguo dell’acqua a scala nazionale, importante anche nella definizione di modelli di certificazione sulla sostenibilità, in particolare per quanto concerne l’utilizzo della risorsa idrica (cosiddetta impronta idrica).  

“Le informazioni per il settore irriguo - commenta Raffaella Zucaro, ricercatrice Crea Politiche e Bioeconomia - oltre ad essere necessarie per rispondere alle attuali condizionalità ex-ante per le risorse idriche nella Pac 2014/20, sono importanti nella definizione di adeguate politiche per l’acqua e l’agricoltura, nella pianificazione dell’uso dell’acqua nei Distretti idrografici e nella preparazione della futura programmazione della Pac, sempre più orientata verso uno sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali”. 

"La domanda e la disponibilità di acqua - continua la ricercatrice - sono fortemente condizionate dai cambiamenti climatici in atto, che incidono particolarmente sul settore agricolo (20% della Sau irrigata in Italia). E la scarsità idrica, come si evince anche dall’analisi del fenomeno siccitoso effettuate dal Crea Politiche e Bioeconomia, attraverso l’indice Rdi (Reconnaissance drought index), non è più prerogativa delle regioni del sud Italia, ma si è estesa in frequenza ed intensità alle aree settentrionali del Paese, storicamente ricche di acqua”. 

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