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venerdì 17 gennaio 2020


Agrumi ibridi, stagione più corta del solito per Taclè

Metà arancia rossa e metà clementina: l'agrume ibrido Taclè, coltivato in Sicilia, si sta facendo largo come un prodotto novità nei reparti ortofrutta di diverse catene distributive del nostro Paese. Anche se rimarrà sugli scaffali ancora per poco: solo qualche settimana.

"Noi pensiamo che la commercializzazione del Taclè possa continuare sino alla fine di questo mese di gennaio. I volumi di produzione, a causa di condizioni climatiche sfavorevoli nel periodo della fioritura, sono infatti scarsissimi in questa stagione", spiega a Italiafruit News Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer, azienda di Scordìa (Catania) che destina più di 100 ettari a questa specialità 100% italiana, frutto dell'incrocio tra la clementina Monreal e l'arancia Tarocco Nucellare.



Sviluppato negli anni Novanta dal Centro di ricerca per l'agrumicoltura e le colture mediterranee (Cra-Acm) di Acireale, Taclè è un ibrido triploide senza semi dalla forma oblata. E' facile da sbucciare, ma anche rinfrescante al palato e profumato. I suoi frutti sono di dimensione medio-grande (100-250 grammi) e presentano una buccia di color arancio intenso come la polpa, in parte pigmentata.

Oranfrizer produce il Taclè nella Piana di Catania e lo propone in vendita all'interno di attraenti retine da 1,5 kg con comunicazione dedicata. "Dall'incontro tra arancia Tarocco e clementine nasce un frutto inimitabile - si legge sulla confezione - Le antocianine custodite nella polpa, oltre a creare delle particolari e naturali sfumature rosse, fanno del Taclè un ricco scrigno nutrizionale dal sapore unico".
 
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