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lunedì 20 gennaio 2020


Sarà un Macfrut speziato

Peperoncino, zafferano, coriandolo, maggiorana, menta piperita, anice stellato: sono solo alcune delle spezie e delle erbe officinali e aromatiche protagoniste del nuovo Salone Spices&Herbs Global Expo che sarà allestito a Macfrut 2020.
Per la prima volta la kermesse dell’ortofrutta, in programma alla fiera di Rimini dal 5 al 7 maggio, dedica un intero padiglione, il C1, a queste tipologie di prodotti che rappresentano un mercato globale in grande espansione, che solo per le spezie vale oltre 6 miliardi di dollari. Il nuovo progetto, presentato venerdì mattina a Bologna, conterà anche su un Osservatorio sulle spezie e le erbe officinali realizzato insieme ad Ismea.



“Spices&Herbs Global Expo sarà una fiera dentro la fiera – spiega Renzo Piraccini, presidente del Macfrut – e rappresenterà il primo salone europeo interamente dedicato alle spezie e alle erbe officinali ed aromatiche, un settore che sente forte il bisogno di confrontarsi. La maggior parte dei prodotti arriverà dall’estero e sarà rappresentata tutta la filiera con le sue tecnologie di trasformazione, inoltre saranno organizzati numerosi workshop di approfondimento. Questo salone è la dimostrazione di come in Italia si possano organizzare appuntamenti di livello solo se si guarda al mercato nella sua totalità. Essere parte del sistema, anche in piccola parte, oggi è fondamentale e questo salone ci sembra un ottimo punto di partenza”.
“Sarà una fiera B2b – continua Piraccini – dove, oltre ai visitatori tradizionali, ci aspettiamo una platea più ampia che include anche gli operatori del reparto erboristico. Ci sembra doveroso dedicare attenzione a questo settore in forte sviluppo, a partire dalla Grande distribuzione, dove sempre più spesso è possibile acquistare spezie sfuse, direttamente dal banco”.

Un’anteprima del salone: l’area arancione per spezie e quella verde per le erbe 

Tra i partner di Spices&Herbs anche Cannamela, azienda italiana leader nel settore spezie ed erbe aromatiche. “Partecipiamo al salone con un contributo a livello organizzativo e di contenuti per i workshop – è intervenuto Roberto Pernazzoli, responsabile acquisti e materie prime del Gruppo Montenegro-Cannamela – perché riteniamo importante comunicare ai consumatori il valore di questi prodotti. Quando i vasetti di spezie vengono acquistati, non viene percepita la storia millenaria che ha caratterizzato questo mercato, a partire dai lunghi viaggi intrapresi dai primi mercanti. Oggi riteniamo sia importante avere una prospettiva più ampia e oltre alla storia, raccontare la tracciabilità di filiera, le questioni qualitative e tecnologiche. E in questa salone, speriamo di poter coinvolgere anche qualche operatore italiano”.

Profondamente soddisfatto del progetto anche Andrea Primavera della Federazione italiana di produttori di piante officinali (Fippo) che sottolinea come queste piante officinali in futuro “riusciranno con i loro estratti a sostituire la chimica petrolifera e a collocarsi in un’ottica perfettamente green”.



“La nostra federazione è nata 25 anni fa – continua – e le uniche fiere disponibili erano sparse per l’Europa. Siamo molto contenti che anche in Italia si rivolga l’attenzione a questo settore, che rappresenta una piccola porta verso l’universo della chimica verde. L’utilizzo delle piante officinali è dei più vari ma per la maggior parte vengono utilizzate per il comparto food: si possono trovare in the, tisane, dolciumi ed anche nel reparto della profumeria ed erboristeria. I prodotti con una maggiore estensione sono il coriandolo, il bergamotto, la liquirizia, la menta e la camomilla. La maggior parte di queste erbe viene acquistata dall’estero, coltivata in Italia e nuovamente esportata in Germania, Francia e Usa. La qualità dei prodotti italiani è buona e speriamo che questa fiera ci dia opportunità di conoscere nuovi partner perché ad oggi siamo ancora un piccolo mondo”.





A collaborare al salone e all’osservatorio anche Ismea, che tramite Fabio Del Bravo ha delineato un preciso quadro della filiera: "Il settore vanta dei numeri importanti con circa 6mila aziende coinvolte e oltre 24mila ettari coltivati solo in Italia, registrando un aumento delle superfici del 215% tra il 2013 e il 2016. Inoltre, negli ultimi sette anni, il settore delle spezie e delle erbe officinali si è rivelato molto dinamico, crescendo nell’export del 64% per le officinali e del 65% per spezie e aromatiche. A determinare questo sviluppo senza precedenti, hanno contribuito la crescita delle cucine etniche, una fortissima attenzione agli aspetti salutistici e alle tematiche di sostenibilità ambientale”.



E conclude “l’Osservatorio avrà un carattere permanente sulle principali tendenze di settore, analizzando in particolare l’evoluzione delle superfici e delle produzioni a livello internazionale e nazionale di piante officinali, le aziende agricole presenti in Italia e in ambito europeo, i flussi di interscambio mondiali ed europei e gli scambi con l’estero dell’Italia. Il frutto dei nostri studi sarà presentato proprio all’interno del Macfrut ”.

Tra gli enti coinvolti in Spices&Herbs anche Bonifiche Ferraresi, per cui è intervenuto Paolo Bruni: “Nella nostra innovazione di processo e tecnologia, abbiamo potuto investire anche nell’individuazione delle colture e, tra quelle che stanno crescendo, abbiamo individuato le piante officinali. Crediamo molto in questo percorso: ad oggi abbiamo 50 ettari coltivati ad erbe officinali e pensiamo che l’attività del salone potrà rivelarsi essenziale per la crescita del settore”.

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