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mercoledì 22 gennaio 2020


E pure in Grecia i peschicoltori sono disperati

Negli ultimi anni stagioni metereologiche imprevedibili hanno colpito indistintamente tutte le coltivazioni sudeuropee, con ingenti danni ai raccolti. Le conseguenze di questo clima instabile si fanno sentire sia in Italiacome riporta anche l'ultimo report dell'Istat (clicca qui per approfondire) che in Grecia.
A pagarne le conseguenze nella Repubblica ellenica è soprattutto la peschicoltura, un settore dai numeri importanti, considerato che nel 2018 erano 42.650 gli ettari coltivati a pesche e nettarine.


Il coltivatore Makis Antoniadis

A testimoniare gli effetti del cambiamento climatico in peschicoltura anche un recente servizio dell'agenzia stampa internazionale Bloomberg, che ha fotografato il fenomeno. Il produttore Makis Antoniadis, proprietario di un’azienda agricola a Kopanòs sulle colline del nord del Paese, racconta: “L’andamento delle condizioni meteo mi preoccupa molto, soprattutto dopo le produzioni disastrose degli ultimi tre anni. Già nel 2017 e 2018 l’altissima variabilità delle temperature ha portato al marciume dei frutti e quest’anno non è andata molto meglio: a giugno e luglio le piogge sono state continue e nei mesi successivi abbiamo registrato picchi di calore, basti pensare che a novembre avevamo 22 gradi. La stagione media si sta delineando con pochi giorni di pioggia, seguiti da mesi interi di siccità e ovviamente questo andamento climatico contribuisce alla perdita di gran parte della produzione. Sto pensando di sostituire le pesche con altre coltivazioni più resistenti e penso che altri agricoltori di questa zona prenderanno la stessa decisione”.

Il problema non è da sottovalutare: dal 2011 ad oggi i risarcimenti messi in campo dall’organizzazione greca delle assicurazioni agricole per i danni causati dal maltempo sono stati pari a quasi un miliardo, mentre i rimborsi assicurativi contro il maltempo sono passati da 52 milioni di euro del 2011 a 165 milioni di euro del 2017.

Lo stesso centro meteorologico greco ha suggerito agli agricoltori di piantare coltivazioni in grado di resistere a condizioni atmosferiche avverse, considerato che nei prossimi anni si prevede un ulteriore aumento delle temperature e piogge sempre più intense.

La lotta di Antoniadis sarà vana - sottolinea Bloomberg - a meno che non venga intrapresa un’azione globale urgente per fermare il cambiamento climatico. Nonostante le proteste di strada in tutto il mondo, i livelli crescenti di inquinamento suggeriscono che gli sforzi finora fatti non sono sufficienti per preservare l’ambiente.

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