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lunedì 27 gennaio 2020


Con la fotoluminescenza le piante crescono più velocemente

Sono le terre fotoluminescenti la vera proprietà distintiva di Serranova, la serra modulare per ortaggi e verdure progettata da Chiocchini&Partners e presentata tra le innovazioni tecnologiche al Ces di Las Vegas.
“Dopo sei anni di sperimentazione con queste terre fotoluminescenti naturali, abbiamo ottenuto la giusta miscela in grado di stimolare la crescita delle piante e l’abbiamo inglobata nei vetri della serra – spiega a Italiafruit News  Stefano Chiocchini, architetto, designer e Ceo di Serranova – Questa tecnologia ci permette di attirare la luce naturale e rilasciarla in un secondo momento, facilitando la fotosintesi e ottenendo gustose insalate, cavoli, pomodori, cetrioli, melanzane, peperoni, sedano e tanti altri ortaggi”.



Come funziona la fotoluminescenza 
“Il ciclo della fotoluminescenza, utilizzata come integrazione della luce solare o quando questa manca, ha una durata di sei ore – continua Chiocchini – e per attivarlo, basta avviare un ciclo di stimolazione di un minuto. La fotostimolazione viene spenta da mezzanotte alle 3,30 di mattina per favorire il ciclo biologico e, non appena sorge il sole, si spegne automaticamente. I led utilizzati per questa tecnologia emettono una luce speciale, definita fredda o uv, ed hanno un costo di un decimo rispetto agli altri led”.

Stefano Chiocchini, Ceo di Serranova, con i premi vinti al Flomart Future Village Award 2019
 come migliore startup del settore florovivaistico italiano

Un ciclo sostenibile perfetto
Oltre all’utilizzo delle terre fotoluminescenti, Serranova può contare anche su una struttura composta da materiali riciclabili come alluminio e vetro, oltre che su una speciale macchina di purificazione dell’aria e su substrati speciali che migliorano la crescita delle piante.
“I filtri di purificazione dell’aria non ci bastavano – spiega il Ceo – per questo abbiamo deciso di installare Amy53, una macchina che ‘lava’ l’aria, eliminando fino al 45% dei batteri e creando un ambiente perfetto per la crescita dei nostri vegetali. Per favorire la crescita della piante senza concimi e fitofarmaci, secondo gli standard biologici, abbiamo poi sviluppato uno speciale substrato di fibre di cocco arricchite con concime bio a lento rilascio e fertilizzanti organici come micorrizza e trichoderma”.
Elementi che si ripercuotono positivamente sulla velocità di crescita delle piante e sulla loro qualità. “I nostri ortaggi crescono tre volte più velocemente delle coltivazioni tradizionali e un cespo di insalata è pronto in 18 giorni” assicura il manager.
“Inoltre produrre ortaggi con Serranova significa non inquinare – aggiunge – perché, evitando il trasporto, diminuisce la quantità di Co2. Inoltre, grazie al sistema di riciclo dell’acqua, consumiamo un decimo dell’energia e un decimo dell’acqua utilizzate dalle serre tradizionali. E, chi un giorno volesse rendere la serra indipendente dal punto di vista energetico, può sempre contare sui pannelli solari”.



Irrigazione per immersione e substrati
Anche il risparmio idrico è notevole all’interno della struttura, grazie all’irrigazione delle piante per immersione. “I vasi vengono immersi per cinque minuti nelle vasche d’acqua per poi essere rimossi – sottolinea Chiocchini – tutta la procedura è automatica e varia in base alla temperatura o al periodo dell’anno. L’utente può comodamente seguire il funzionamento della serra tramite app su smartphone o tablet, mentre noi ci impegniamo ad offrire sempre la nostra assistenza”.

Tre soluzioni modulari
Al momento Serranova è disponibile in tre dimensioni, la maxi (35mila euro), la midi (25mila euro) e a breve sul mercato la Serranova chef, tutte modulari secondo la richiesta del cliente.
Serranova maxi misura 18 metri quadrati e può arrivare a contenere fino a 980 piante, servendo fino a 14 famiglie – sottolinea Chiocchini - Ci sembra una soluzione ideale per creare un orto urbano, con entrate regolamentata da apposito badge. La soluzione midi è invece l’ideale per quattro famiglie, contenendo circa 360 piante in uno spazio di nove metri quadrati. A breve, in compagnia di chef stellati presenteremo anche Serranova chef, una serra dalle misure 65x120cm e alta 2,5 metri”.
“Tutte le soluzioni vengono fornite già dotate di piante coltivate da noi, che si sono dimostrate di livello eccellente. – ancora Chiocchini – Grazie ai test portati avanti in collaborazione con le università di Modena e Reggio Emilia, abbiamo avuto modo di evidenziare una qualità organolettica superiore alla norma e diversi gradi Brix in più, nonostante il dna delle piante rimanga invariato rispetto a quelle tradizionali. E per sapere quando sono pronte le verdure, basta controllare l’app in collegamento diretto con la serra”.


Alcuni prodotti coltivati all'interno di Serranova

“Finora ci siamo autofinanziati per la produzione delle prime serre – conclude Chiocchini – ma abbiamo già preso contatto con distributori e finanziatori in tutto il mondo, dall’America al Medio Oriente, passando per Russia, Paesi europei ed asiatici. Entro settembre, tutti i modelli di Serranova dovrebbero essere commercializzati”.

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