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giovedì 30 gennaio 2020


Cimice asiatica, i danni del 2019 superano i 740 milioni

Dichiarazione dello stato di calamità e delimitazione delle aree danneggiate con sostegni alle imprese agricole mediante moratoria sulle rate dei mutui, sospensione del pagamento degli oneri contributivi, indennizzi a fondo perduto per i danni subiti e le perdite di reddito e lo sviluppo di fondi di intervento mutualistici. Sono alcune delle richieste di Coldiretti, mobilitata ieri a Verona, all’apertura di Fieragricola, contro l’invasione di insetti alieni portati in Italia dai cambiamenti climatici e dai ritardi nella prevenzione e nei controlli dell’Unione europea. 

Dal rapporto di Coldiretti “Clima: la strage provocata dalle specie aliene nelle campagne italiane”, presentato davanti a migliaia di agricoltori provenienti da tutto il Paese, emerge che la cimice asiatica nel 2019 ha devastato i campi e i frutteti di 48mila aziende in Italia, provocando un danno che supera i 740 milioni di euro a livello nazionale. 



La cimice asiatica, rileva la Coldiretti, rovina tutto quello che trova nelle zone dove si riproduce. Ha colpito pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegio e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, olive, soia, mais e ortaggi. L’insetto, capace di colpire oltre 300 specie coltivate e spontanee, è diffuso in tutto il territorio nazionale, con danni particolarmente rilevanti nelle aree del Nord Italia: dai 180 milioni del Piemonte agli oltre 160 del Veneto, dai 32 milioni della Lombardia ai 270 dell’Emilia-Romagna, dai 40 milioni del Friuli-Venezia Giulia ai 40 del Trentino-Alto Adige fino ai 16 milioni della Liguria. L’impatto è pesante anche sull’occupazione con una perdita stimata di oltre mezzo milione di giornate di lavoro nel corso del 2019 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Cso.

Il presidente nazionale, Ettore Prandini (nella foto sottostante) ha parlato di "indispensabile confronto da aprire anche con le istituzioni comunitarie coinvolgendo l’Ue sia per quanto riguarda gli aiuti alle imprese danneggiate che i controlli alle frontiere comunitarie, necessari per contrastare l'arrivo di altri insetti dannosi e l'import di frutta e verdura trattati con antiparassitari vietati in Italia".



A livello nazionale, per Coldiretti la cimice asiatica va contrastata con un piano di intervento che preveda "aiuti straordinari alle imprese, azioni di contenimento dell’insetto anche con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti, oltre a misure per la difesa del settore ortofrutticolo Made in Italy con un sistema straordinario di verifica sulle importazioni". Si attende infatti "urgentemente il via libera del ministero dell’Ambiente che, sentiti il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il ministero della Salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai, nemica naturale dell'asiatica, ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace". 

"Nonostante gli importanti sforzi fatti per integrare il fondo di solidarietà con 80 milioni di euro della Legge di Bilancio 2020, è necessario adeguare le risorse ai danni che si sono verificati con un piano pluriannuale per sostenere le imprese agricole" conclude la Coldiretti che richiede di "rendere sistematico l’intervento del fondo e un Commissario unico che coordini gli interventi a livello regionale e nazionale con un tavolo di regia tra i ministeri di Agricoltura, Sanità, Ambiente, Rapporti Ue e le Regioni maggiormente coinvolte".




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