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lunedì 3 febbraio 2020


Caldo e drupacee, ecco la situazione in Emilia-Romagna

"Caldo anomalo, quali effetti sulle drupacee?". L'articolo che riporta questo titolo, pubblicato venerdì scorso, è stato commentato sulla nostra pagina Facebook da diversi lettori che hanno voluto fornirci i loro aggiornamenti direttamente dai campi. E il caso, ad esempio, del calabrese Alex Abruzzese che ha scritto: "Nella mia zona, la Presila Catanzarese, a 550 metri sopra il livello del mare, sono fioriti i mandorli precoci. Le altre rosacee sono tutte ferme, anche se hanno iniziato a ingrossare le gemme". 

"Nel Ferrarese per ora è tutto fermo. Ma per quanto tempo ancora?" si è domandato Silvio Bertelli. "C'è ancora chi nega che il clima sta irrimediabilmente cambiando...", ha sottolineato Paolo Giua. Mentre Mauro Bosi, frutticoltore del Ravennate, ci ha suggerito di analizzare l'attuale situazione al Nord Italia, pubblicando una foto di susino con gemme nella fase di primo ingrossamento (immagine di apertura). 

Abbiamo seguito il consiglio di Bosi contattando due produttori di drupacee dell'Emilia-Romagna: Andrea Morovinci della pianura di Imola (Bologna) e Gabriele Farolfi della bassa collina di Faenza (Ravenna).

"Nel territorio Imolese le piante sono ancora abbastanza indietro - ci ha spiegato Morovinci - In pianura non si nota niente di particolare. Solo in poche zone di collina alcune varietà precoci di albicocche stanno cominciando a presentare i primi rigonfiamenti. Ma siamo proprio all'inizio. Se fra qualche giorno, come dicono le previsioni, tornerà il freddo, non ci saranno sicuramente effetti negativi". 

Allo stato attuale, la preoccupazione maggiore dei produttori è quella di subire gelate a fine febbraio o marzo, quando le prime varietà di drupacee potrebbero iniziare a fiorire, come ci ha evidenziato Gabriele Farolfi che coltiva albicocche su 20 ettari in collina. "Nei miei impianti del Faentino - ha aggiunto -  si può già notare che la carica di gemme a fiore è nettamente inferiore a quella dell'anno scorso, quindi registreremo sicuramente un calo produttivo”.

“Adesso vediamo cosa ci riserverà il tempo. Se avremo un febbraio con temperature sopra le medie del periodo, è possibile che anche quest'anno la fioritura delle prime varietà potrà iniziare già alla fine del mese - ha concluso Farolfi - La fioritura anticipata, ormai, non è più una novità per il nostro territorio".

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