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mercoledì 19 febbraio 2020


Bologna capitale del packaging sostenibile

Gli italiani prestano attenzione al packaging dei prodotti che acquistano e chiedono ad imprese e retailer maggiore impegno per garantire una svolta green. 

Lo testimoniamo i dati dell’osservatorio packaging del largo consumo attivato da Nomisma in collaborazione con Spinlife, con il rapporto 2020 monitorato in vista del Forum Internazionale “Packaging speaks green” organizzato da Ucima e Fondazione Fico, in programma giovedì 20 e venerdì 21 febbraio a Bologna nell’Auditorium di Fico Eataly World

L’impatto ambientale del pack è fattore che influenza il 46% dei consumatori nella scelta dei prodotti per la persona e la casa, il 43% nella scelta dei prodotti alimentari. Il 48% dichiara di aver smesso di acquistare prodotti che presentavano eccesso di imballaggi, il 22% di aver ridotto l’acquisto di prodotti con imballaggio in plastica, il 23% di aver aumentato l’acquisto di prodotti sfusi.  
I consumatori cercano pack più sostenibili, ma il 41% non è disposto a pagare di più e a questi si aggiunge un ulteriore 26% che dichiara una disponibilità molto bassa a sostenere un differenziale (che nella pratica rischia verosimilmente di azzerarsi). Questo perché per il 99% dei consumatori è un dovere dell’industria e dei retailer produrre un impegno a proporre packaging a minor impatto ambientale. 

L’attenzione verso la sostenibilità del packaging si inserisce in un quadro generale di mutata sensibilità nei confronti della dell’ambiente. Infatti, se in ambito food & beverage è la qualità del prodotto (intesa come origine delle materie prime, presenza di certificazioni…) a rappresentare ancora il driver di acquisto principale (indicato dal 44% dei responsabili acquisti), la sostenibilità del prodotto (prodotti eco-friendly, a basso impatto ambientale…) rappresenta oggi il secondo fattore (36% delle indicazioni).  

Ma quali sono gli attributi che per il consumatore rendono sostenibile un prodotto?  Essere biologico (42% dei responsabili acquisto individua il marchio bio come principale espressione di sostenibilità), avere una confezione fatta con materiali riciclati o a basso impatto ambientale (37%), derivare da un processo produttivo che utilizza fonti rinnovabili (31%) o con basso consumo di energia/acqua (18%), che garantisce il giusto reddito a chi lo produce (24%). 
Mentre quando si pensa ad un pack sostenibile i consumatori pensano ad una confezione fatta con materiali degradabili (56%) o riutilizzabili (39%). 

Sul piano dei materiali, per il food il materiale più rispettoso dell’ambiente è la carta (indicata dal 47% dei responsabili acquisto). Per la categoria bevande nell’immaginario del consumatore sono vetro e cartone/brick a rappresentare i materiali più sostenibili (citati rispettivamente dal 64% e 26%), la plastica è in coda (4%). 

Dove gli italiani cercano un pack più sostenibile? Soprattutto acqua per un italiano su tre (29%), frutta e verdura fresche per un consumatore su cinque (20%), seguono biscotti/merendine, bevande gassate, legumi in scatola e latte. 
Questi i principali riscontri che emergono dall’Osservatorio packaging del largo consumo di Nomisma: in aggiunta la necessità di informazioni chiare per acquisire gli elementi di consapevolezza che contribuiscono a realizzare scelte di acquisto consapevoli in relazione al packaging.  

La sostenibilità entra infatti nelle priorità degli italiani ed è plebiscitaria la consapevolezza che piccole azioni quotidiane da parte di tutti siano necessarie per salvaguardare l’ambiente, lo dichiara il 98% degli italiani. Le azioni praticate più spesso dagli italiani? Svetta la raccolta differenziata, praticata da ben l’83%, segue la riduzione dei consumi energetici (78%) e idrici (77%), limitare l’acquisto o l’utilizzo di bottiglie di plastica (41%), preferire trasporti sostenibili (38%). 
 
Social (34%) e programmi in Tv (32%) sono un punto di riferimento per acquisire più informazioni, altrettanto importanti le campagne di sensibilizzazione – indicate dal 32% degli italiani. Contano anche i testimonial internazionali, da Greta Thunberg a Leonardo Di Caprio (29%). La comunicazione è certamente un’area di lavoro: per sensibilizzare il consumatore nelle scelte di pack sostenibili occorre semplificare il trasferimento delle informazioni lavorando su quanto riportato in etichetta – claim, immagini, testi,… Le stesse imprese che producono a marca del distributore per le principali insegne italiane (60%) al fine di misurare e comunicare l’impatto ambientale del packaging valutano efficace e funzionale riportare in etichetta un rating che misuri la sostenibilità del packaging. 
 
On top rispetto ai fattori di preoccupazione degli italiani: il 96% degli italiani è preoccupato per il suo impatto sull’ambiente. L’ambiente, oggi, è in cima alle preoccupazioni degli italiani per il 37% degli intervistati: uno su tre - dichiara che è su questa priorità che dovrebbe concentrarsi l’azione del governo nazionale e delle istituzioni internazionali, mentre per il 67% l’ambiente diventerà preoccupazione dominante nel 2050. 

La preoccupazione per l’ambiente, in prospettiva, supera quella per la disoccupazione che oggi è in testa alle priorità di intervento per il 56%, seguita da tasse e fiscalità, settore di azione prioritario per il 39% degli intervistati. E in tema di ambiente, è il cambiamento climatico l’aspetto più preoccupante per gli italiani (56% delle risposte multiple), seguito dall’inquinamento delle acque (54%).  Più di un italiano su due è interessato al tema della sostenibilità e un italiano su tre (32%) sostiene di conoscere bene l’argomento, un dato che dal 2018 al 2019 è cresciuto del 10%. La sostenibilità è una moda per quattro italiani su dieci (41%), un tema sentito per il 47%. 

Fonte: Ufficio stampa Fondazione Fico


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