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martedì 25 febbraio 2020


La lista degli ortofrutticoli più richiesti dopo i contagi

Un lunedì del tutto anomalo per i grandi gruppi italiani di frutta, verdura e agrumi. Una giornata di continue telefonate e contrattazioni con le piattaforme distributive che hanno fatto man bassa di merci ortofrutticole, dopo il weekend di supervendite che hanno vissuto supermercati, superstore ed ipermercati in molte aree del Nord interessate dal Coronavirus

“Gli ordini di oggi (ieri per chi legge, ndr) di tutte le referenze di prodotti agrumicoli sono triplicati rispetto a un normale lunedì di questo periodo”, testimonia a Italiafruit News Salvo Laudani, marketing manager dell’azienda Oranfrizer di Scordia (Catania), leader nella produzione e nella commercializzazione di agrumi.

Mirco Zanelli, direttore commerciale del Gruppo Apofruit, conferma: “I riordini di frutta e verdura dei nostri clienti italiani sono stati molto al di sopra della normalità, sicuramente non paragonabili a quelli di lunedì scorso. I prodotti più richiesti? Patate, cipolle e mele, vale a dire gli articoli maggiormente conservabili e meno soggetti alla variabilità della produzione giornaliera".

Anche Enrico Bucchi, vicedirettore generale di Alegra e responsabile commerciale Italia della business unit di Apo Conerpo, fa sapere a Italiafruit News che “gli ordini di questo lunedì sono aumentati dal 50 al 100%. Gli incrementi maggiori, per quanto ci riguarda, li registriamo per patate, cipolle, pere, mele ed alcune referenze orticole”. 


Un minimo di panico nella popolazione sta generando la corsa agli acquisti di alimenti. Domenica scorsa, in particolare, molti supermercati e ipermercati sono andati in rottura di stock, lasciando gli scaffali vuoti a metà giornata. E anche ieri stamattina, numerosi imprenditori hanno visto lunghe file di gente davanti ai loro negozi nelle ore di apertura. Le catene hanno quindi deciso di comprare molto di più per evitare problemi.

Ora può accadere di tutto. Nel senso che la maggiore domanda nei prossimi giorni potrà confermarsi, tornare alla normalità oppure anche peggiorare. Ed è impossibile fare previsioni, dipenderà tutto dall’evoluzione dei contagi in Italia ed il relativo impatto sulle scelte delle famiglie. 

“Nei punti vendita al dettaglio del Nord si sta comprando soprattutto d’impulso - sottolinea ancora Mirco Zanelli di Apofruit - Il rischio maggiore per noi, è che la paura nei confronti del Coronavirus possa aumentare e, di conseguenza, i consumatori decidano di limitare le uscite fuori casa. Un'altra incognita riguarda le decisioni pubbliche in merito alle chiusure dei negozi e, in particolare, dei centri commerciali”.

“L’anomala crescita degli ordini di stamani non può durare per giorni. Anzi, è destinata ad essere un fuoco di paglia”, la lettura di Enrico Bucchi di Alegra, secondo cui “sarà importante monitorare anche quanto succederà nei Mercati all’ingrosso del Nord”. Alcune strutture, come quella di Brescia, sono state scarsamente visitate nella giornata di ieri.

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