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mercoledì 26 febbraio 2020


Spagna, Sos frutta: prezzi medi giù del 6% nel 2019

L'ortofrutta spagnola chiude il 2019 con una performance esportativa in chiaro scuro. L'export del settore è aumentato infatti del 5,5% a 13,5 miliardi di euro, ma i prezzi medi dei prodotti, a causa del crollo del valore della frutta, scendono del 2% a poco più di un euro il chilogrammo. Due lati opposti della stessa medaglia.

In particolare, secondo gli ultimi dati resi noti dal Dipartimento delle dogane iberico, nel 2019 le esportazioni di ortofrutta verso l'Ue sono aumentate del 7% in volume e del 4% in valore, per un totale di 12,5 milioni di tonnellate e di 12,45 miliardi di euro. L’export verso i Paesi terzi registra invece una crescita del 22% in termini di quantità (971.235 tonnellate) e del 19% in valore (1,08 miliardi di euro).

“I dati del 2019 riflettono la forte dipendenza dalle vendite estere per mantenere la sostenibilità economica e sociale del settore ortofrutticolo e l'evoluzione negativa dei prezzi medi, che si attestano a 1,01 euro/kg, in un anno che è stato caratterizzato da una forte crescita dei costi di produzione e dall'incapacità di trasferirli ai prezzi di vendita”, commenta i risultati Fepex, la Federazione spagnola dei produttori e degli esportatori ortofrutticoli.

I risultati dei singoli comparti rilevano una performance tutto sommato positiva per la verdura. Le esportazioni nel 2019 sono state di 5,6 milioni di tonnellate, il 5% in più rispetto al 2018, per un valore di 5,75 miliardi di euro (+9%) e un prezzo unitario di esportazione di 1,02 euro il chilo, in crescita del 3,4%.


Le serre dell'Almerìa

La maggior parte degli ortaggi ha registrato andamenti positivi, tranne il pomodoro che ha perso il 5,5% dei volumi esportati (767.368 tonnellate) e lo 0,5% del giro d’affari (922 milioni di euro). Ciò è dovuto, secondo Fepex, alla “forte concorrenza del Marocco e all'allungamento delle campagne di altri Paesi produttori dell’Ue, Olanda in modo particolare”. 

Per quanto riguarda la frutta, il problema principale riguarda soprattutto la perdita di valore. Il prezzo medio all'esportazione si è infatti ridotto del 5,7% rispetto al 2018, a circa 1 euro il chilo, nonostante le spedizioni siano incrementate del 9,5% a 7,8 milioni di tonnellate. Dopo gli agrumi, i frutti più esportati sono le drupacee, con 1,04 milioni di tonnellate, il 9,4% in più rispetto al 2018 per un valore di 1,08 miliardi di euro (-1,5%). Spiccano anche i frutti rossi quali fragole e berries, con 440.292 tonnellate (+13%) che hanno generato 1,41 miliardi di euro (+6%).

Nel contesto nazionale, l'Andalusia si rafforza come prima regione esportatrice di frutta e verdura, con 4,5 milioni di tonnellate, il 10% in più del 2018 e un valore di 5,43 miliardi di euro (+7%). Seguono la Comunità Valenciana (4,05 milioni di tonnellate, +8%; 3,55 miliardi di euro, +4%), la Murcia (2,5 milioni di tonnellate, +3%; 2,56 miliardi di euro, +2 %) e la Catalogna (un milione di tonnellate, +11%; 885 milioni di euro, +7%).

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