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giovedì 5 marzo 2020


«Web e discounter sviliscono il valore»

Le parole sono misurate, ma il messaggio è chiaro e ha destinatari precisi: “C’è una eccessiva semplificazione del modo di vendere che non aiuta a comprendere il vero valore dell’ortofrutta e degli altri prodotti: è la semplificazione di internet, dei colossi del web che propongono online prezzi bassi e non hanno un conto economico positivo guadagnando in altro modo, ad esempio con la vendita di dati; ed è la semplificazione dei discounter, che magari si dichiarano paladini del Made in Italy ma poi acquistano prodotti non italiani e generano a loro volta un trasferimento di immagine del valore non corrispondente alla realtà”. Maura Latini, amministratore delegato di Coop Italia, identifica così uno degli scogli al “giusto prezzo”, tema al centro del recente convegno sulla sostenibilità che si è svolto in Trentino con alcuni dei principali attori della filiera.



Ortofrutta e sostenibiltà sono al centro dell’attenzione dei consumatori di oggi”, ha spiegato Latini a margine dell’evento. “La prima rappresenta una parte rilevantissima della dieta mediterranea, ma anche di quella dieta equilibrata che è sempre più ambita; la seconda perché si è colto che i grandi disequilibri ambientali, economici e sociali hanno a che fare con la necessità di rimettere ordine nella produzione del cibo”. 

“Per Coop - ha detto Latini a Italiafruit News - la sostenibilità si declina con l’attenzione alle persone e alle imprese che producono nel segno della legalità e della qualità, garantendo una giusta remunerazione, con un uso limitato il più possibile di fitofarmaci ma, anche, con il conto economico in ordine: quest’ultimo è la cartina di tornasole per testimoniare che si è trovato l’equilibrio ideale, quello che garantisce il giusto prezzo a tutta la filiera”.



In Italia però, c’è un problema di efficienza: “Il nostro Paese è ricco di qualità e biodiversità ma serve intervenire sugli sprechi e ridurre i costi, senza ovviamente andare a discapito degli elementi fondamentali quali giusta remunerazione, prezzo corretto e attenzione all’ambiente. Con il Carrello della buona spesa, Coop ha lanciato un messaggio preciso e si è impegnata su fronti importanti. anche per rilanciare la strategia di riduzione dell'impiego di sostanze chimiche nei campi. Nel triennio 2019/22 elimineremo gradualmente 4 molecole controverse tra cui il glifosato. Abbiamo deciso di consolidare quel principio di precauzione che ci ha fatto dire di no in altri casi controversi: dagli Ogm, all’olio di palma, all’uso diffuso o sistematico di antibiotici negli allevamenti. Sono più di 25 anni che nei prodotti a marchio Coop non ci sono coloranti artificiali: siamo partiti prima che intervenisse la legge”.



Infine una battuta sui nuovi formati Coop: è stato inaugurato la scorsa settimana a Prato Fabbricone, un inedito punto vendita gestito da Unicoop Firenze. “Stiamo sperimentando layout e assortimenti più semplici e snelli per instaurare un dialogo con le persone che non vogliono perdere tempo e chiedono una guida per scegliere. E’ un test, siamo fiduciosi sul fatto ci possa indicare nuovi percorsi da seguire”, conclude Latini.

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