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martedì 10 marzo 2020


«Zona arancione, vi raccontiamo come si lavora»

Dopo l’arrivo dei nuovi provvedimenti del Dpcm per la Lombardia e le 14 province della zona arancione, erano non poche le incertezze relative alla regolazione degli spostamenti e alle loro conseguenze sulla logistica commerciale ortofrutticola. Ma ieri, nella prima giornata di applicazione delle norme, non si sono registrate particolari problematiche.
A dare la loro testimonianze sono state quattro aziende di quarta gamma: l’azienda Francesco Barduca e La Marostegana situate in provincia di Padova, mentre arriva dall’Alessandrino la voce di Cesare Balduzzi dell’azienda agricola Balduzzi e della Zerbinati.



"Sabato notte sono andato a dormire alle 4 del mattino. Abbiamo 300 dipendenti e il primo obiettivo è tutelare tutti i nostri collaboratori - queste le parole di Simone Zerbinati, amministratore delegato del gruppo omonimo di Casale Monferrato, al Corriere della Sera - Quando è partito l’allarme abbiamo avuto una impennata di ordini. Ora è tutto tornato sostanzialmente alla normalità. Domenica mattina abbiamo continuato a produrre. Abbiamo attivato lo smart per uffici gli uffici. più che dimezzati. Abbiamo annullato gli incontri con i fornitori in sede, annullato le visite dai clienti. Cerchiamo di reagire. E così fanno i nostri dipendenti. Tutti si sono presentati puntuali al lavoro".


Alessia Barduca (prima a destra) con la sua famiglia in azienda

“Anche se si respira aria di incertezza e assistiamo a qualche rallentamento, la giornata lavorativa sta procedendo nella normalità - racconta a Italiafruit News Alessia Barduca dell’azienda Francesco Barduca di Borgoricco – la merce sta continuando a viaggiare e finora siamo riusciti a portare a termine le consegne programmate”. 
“In azienda abbiamo recepito il decreto attraverso specifiche precauzioni igienico-sanitarie – continua la titolare - per esempio gli autisti dei camion girano con mascherina e guanti e sono disponibili diverse postazioni per la disinfezione delle mani con appositi gel. Quando arrivano i camion nelle nostre rampe di carico-scarico, unica zona adibita al loro accesso, i nostri dipendenti procedono al caricamento mentre abbiamo eliminato del tutto la consegna a mano della documentazione. In questo modo procediamo con il solo invio telematico, limitando notevolmente i contatti”.
E la situazione in azienda? “Ci atteniamo alle norme pratiche, quindi distanza di un metro, igiene e tanto buonsenso. Ai nostri dipendenti abbiamo riepilogato le nuove regole tramite una circolare, oltre ad avergli consegnato moduli che attestano la loro attività lavorativa. Quasi tutti sono della zona o al massimo arrivano da Venezia ma nessuno di loro è stato fermato ai varchi, nel dubbio avevamo consigliato di tenere a portata di mano una busta paga. Per quanto riguarda il telelavoro applicabile agli impiegati amministrativi, ci stiamo adoperando affinché la loro presenza in ufficio sia limitata”.
Nonostante al momento gli ordini siano regolari, in futuro “potrebbero esserci difficoltà di approvvigionamento per materiali secondari come imballaggi, cassette ed etichette. Sulle materie prime invece non abbiamo problemi perché arrivano da aziende agricole della zona”.
“Abbiamo apprezzato lo sforzo da parte delle associazioni di categoria per tutelare il nostro lavoro – conclude Barduca – in questo modo abbiamo evitato danni incalcolabili. Stiamo garantendo una continuità lavorativa ma non sottovalutiamo le norme e speriamo che non arrivino blocchi ulteriori”.
Relativamente ai rapporti con la Grande distribuzione, dall’azienda commentano: “Gli ordini sono leggermente superiori alla media, soprattutto per il nord Italia ma siamo ancora nella normalità. Per ora abbiamo subito un picco degli ordini solo nei giorni successivi alla prima chiusura delle scuole, al momento la Gdo sta valutando quali prodotti ordinare, in un’ottica di massima cautela per le merci deperibili. Vedremo nei prossimi giorni se la situazione cambierà, intanto cerchiamo di fare sistema perché questa situazione si possa risolvere nel minor tempo possibile”.

Gastone Marcon, titolare de La Marostegna

Sempre dal Padovano, arriva anche la testimonianza dell’azienda agricola La Marostegana, situata a Piazzola sul Brenta. “Oggi siamo operativi al 100% e non abbiamo subito limitazioni relativamente ai nuovi provvedimenti del Dpcm – commenta la giornata di lunedì Elena Marcon, responsabile marketing dell’azienda – ora la nostra unica speranza è che non vengano chiuse le frontiere estere”.
“Al di là delle maggiori precauzioni – continua – i trasportatori italiani non hanno chiuso l’ingresso delle merci e, se registriamo un lieve calo negli ordini, è solo perché il settore della ristorazione è momentaneamente fermo”.
Relativamente alle dinamiche interne all’azienda, Marcon sottolinea: “I nostri dipendenti non ci hanno segnalato problematiche relative al raggiungimento della sede, né tantomeno problemi ai posti di blocco. Per garantire una maggiore sicurezza, per tutti i dipendenti stiamo predisponendo delle dichiarazioni che attestino la loro attività lavorativa presso la nostra azienda”.


Gli spinaci dell'azienda agricola Balduzzi

La situazione rimane sotto controllo anche nell’Alessandrino, dove a Isola Sant’Antonio ha sede l’azienda agricola Balduzzi.
“I trasportatori per le consegne sono arrivati regolarmente in tarda mattinata – commenta lunedì pomeriggio il titolare Cesare Balduzzi – e hanno continuato a farlo anche a inizio pomeriggio, mentre siamo in attesa dei viaggi serali”.
Relativamente ai dipendenti, Balduzzi spiega “Usufruendo delle possibilità offerte dal decreto, i nostri dipendenti non hanno avuto problemi nel recarsi al lavoro questa mattina. La maggior parte di loro proviene da Alessandria mentre qualcuno arriva da Voghera e nessuno è stato fermato ai posti di blocco”.
“Nei nostri uffici abbiamo messo a disposizione le autocertificazioni di lavoro e in tutti i locali abbiamo affisso le norme prescritte dal decreto -  sottolinea - inoltre lavoriamo con mascherine e guanti per proteggerci. Al momento non abbiamo dipendenti malati e anche gli amministrativi continuano a recarsi in ufficio, considerate le vaste dimensioni dell’azienda”.
Sui rapporti dell’azienda con gli ordini della Grande distribuzione, il titolare ammette di essere “in linea con gli altri giorni senza particolari variazioni. Due settimana fa, invece, con le prime delimitazioni, abbiamo registrato un aumento degli ordini del 30%: questa tendenza è durata per qualche giorno, poi si è nuovamente abbassata”.
“In generale in questo momento – conclude - gli ordini di frutta e verdura si mantengono più alti rispetto allo storico di un mese fa. Per esempio nell’ultimo periodo, abbiamo registrato un aumento dei consumi di zucca e spinaci: segno che la popolazione è più incline a una dieta salutare; chissà che questa tendenza non possa stabilizzarsi anche sul lungo termine. Nel frattempo riponiamo la nostra fiducia nel senso di responsabilità comune e auspichiamo un veloce ritorno alla normalità”.

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