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mercoledì 11 marzo 2020


Tomato brown virus spaventa Italia, Francia e Spagna

E’ stato il Tomato brown rugose fruit virus (ToBRFV) il tema portante del Gruppo di contatto pomodoro da mensa di venerdì scorso tra Italia, Francia e Spagna (invitato, ma assente, il Portogallo). L’appuntamento annuale, che avrebbe dovuto svolgersi  in terra transalpina, si è svolto invece in videoconferenza a causa dell’emergenza Coronavirus.  

A rappresentare l’Italia, il coordinatore del comitato di prodotto dell’Oi Ortofrutta Italia, Massimo Pavan: “Il Tomato Brown virus preoccupa, focolai sono presenti in Spagna, Francia e  Italia e non è ancora chiaro come si trasmetta e di conseguenza come possa essere combattuto; dai semi alla tuta absoluta, sino ai bombi, le ipotesi sono varie e la veicolazione difficile da prevenire e reprimere. Al momento le aree contaminate non sono vaste, ma i focolai sono un chiaro segnale di pericolo”. 



Nelle scorse settimane era stata paventata la possibilità di mettere in quarantena le aziende colpite dal virus “ipotesi poi rientrata - sottolinea Pavan (foto sopra) - come ha spiegato in una riunione alle Regione Sicilia il professor Salvatore Davino, massimo esperto. Al momento non possiamo che monitorare la situazione, cercando di adottare le dovute precauzioni anche se lasciano il tempo che trovano. L'Ue è al lavoro, speriamo arrivino presto indicazioni”.  

Proprio in Sicilia si registrano diversi focolai che vanno da Pachino a Licata. L’unica soluzione, dice Pavan, sarebbe quella di creare piante resistenti al tomato brown virus: “sono allo studio, ma ci vuole tempo”. In Spagna, l'organismo nocivo è stato identificato alla fine dell'anno scorso e ha interessato un'area molto limitata di serre, circa 5 ettari, con misure di eradicazione efficaci. In Francia e nei Paesi Bassi, il virus interessa ad oggi un'area molto limitata di serre.

In occasione del Gruppo di contatto si è fatto anche il punto produttivo e commerciale: superfici stabili in Francia, in calo tra il 10 e il 20% in Spagna e Italia “perché l’anno scorso la campagna è andata male”, commenta Pavan. “Del resto, è in aumento la produzione del Nord Europa e la finestra dell’export si restringe; una volta arrivata sino a fine giugno, ora non va oltre marzo”. 



Nel complesso soddisfacenti i prezzi attuali, decisamente superiori allo scorso anno. Va considerato peraltro che malattie delle piante e cambiamenti climatici stanno riducendo le rese. In Spagna, la produzione di pomodori invernali per il consumo fresco è stata stimata in 1,5 milioni di tonnellate e le previsioni per la campagna estiva sono di 600mila tonnellate. In Francia è prevista una produzione tra le 500mila e le 520mila tonnellate

“L’Italia deve puntare di più sempre più sulle proprie specialità e varietà”, conclude Pavan. “Gusto e qualità devono essere le priorità assolute”. 

La Spagna, venerdì, ha sollevato il problema delle importazioni di pomodoro dal Marocco, il cui trend è in crescita costante: i raccolti dovrebbero superare le 500mila tonnellate rispetto alla quota preferenziale prevista dall'accordo di associazione di 285mila tonnellate. 

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