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martedì 17 marzo 2020


«Il 25% dei tir italiani fermo nelle piazzole»

“Continuiamo a ricevere allarmate segnalazioni da parte di moltissimi produttori, i quali lamentano problematiche inerenti al trasporto delle merci oltreconfine. I problemi principali sembrano riguardare le esportazioni di ortofrutta, che registrano un drammatico calo degli ordini e che sono costrette a scontare ulteriori disagi”. 

Lo fa notare il presidente della Copagri Franco Verrascina in relazione all’emergenza legata alla pandemia del Covid-19, o cosiddetto Coronavirus, spiegando che al momento le segnalazioni arrivano dalla Lombardia, dalla Sardegna, dal Lazio e dalla Puglia, pur interessando a macchia d’olio l’intera Penisola e la quasi totalità dell’agroalimentare nazionale.

“Nonostante il positivo intervento del Governo, che ringraziamo nuovamente per aver allertato la rete diplomatica del Paese e per essersi attivato in sede comunitaria, scongiurando così il pericoloso rischio del blocco delle frontiere, riteniamo importante tenere alta l’attenzione sulle problematiche che si continuano a registrare ai confini con l’Austria, con la Slovenia, con la Croazia e con la Serbia, dove si vedono lunghe code di tir, che seppur ridotte rispetto alla grave emergenza dei giorni scorsi, portano a notevoli ritardi nelle consegne e fanno sì che il prodotto venga poi rifiutato all’arrivo”, spiega il presidente.

Circa il 25% della flotta commerciale italiana di tir, ovvero un mezzo su quattro, è attualmente ferma nelle piazzole e nelle aree di sosta. Ribadendo pertanto il nostro pieno sostegno all’azione del Governo, che ha messo sul piatto uno stanziamento importante, seppur insufficiente se paragonato alla gravità della situazione, attendiamo di conoscere gli esiti della prossima riunione del Consiglio dei ministri dei trasporti, in calendario il prossimo 19 marzo a Bruxelles ed espressamente dedicata al tema dei trasporti terrestri, durante la quale l’esecutivo nazionale presenterà le proprie proposte”, aggiunge Verrascina.

“La priorità, oltre ovviamente all’emergenza sanitaria e a tutte le questioni riguardanti la salute delle persone, è quella di scongiurare a ogni costo il blocco dei flussi commerciali, che avrebbe ripercussioni gravissime e in alcuni casi irreparabili sulla nostra economia e, in particolare, sull’agroalimentare del nostro Paese, vero e proprio asset del made in Italy nel mondo; non bisogna mai dimenticare, infatti, che queste problematiche riguardano il versante delle esportazioni come quello delle importazioni, e quindi il mercato interno”, conclude il presidente della Copagri.

Fonte: Ufficio stampa Copagri


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