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«Meloni, mercato pesante. E ad aprile boom della Sicilia»

Mercato pesante per i meloni. E ad aprile arriverà sul mercato una robusta “iniezione” di forniture siciliane. “I raccolti nei nostri terreni ubicati a Licata, in provincia di Agrigento, inizieranno la settimana dopo Pasqua - spiega l’imprenditore lombardo Bruno Francescon - e per il prossimo mese è prevedibile la maturazione di ingenti quantitativi di prodotto in tutta l’isola, conseguenze dell’inverno mite che sta facendo anticipare la maturazione. Credo che assisteremo a volumi record per il periodo, come mai prima si era verificato negli anni Duemila”.



I consumi al momento sono molto contenuti. Al rallentatore le vendite, anche prima dell’abbassamento delle temperature di questi giorni. “E’ un mercato decisamente sottotono - sottolinea Francescon - anche per il nostro melone del Senegal, la cui disponibilità è peraltro in calo rispetto al 2019. Mercoledì abbiamo ricevuto il carico di 5 camion dal Paese africano: collochiamo il prodotto, ma lentamente. C’è ancora un mese e mezzo di campagna ma sicuramente termineremo la stagione con numeri negativi rispetto allo scorso anno sia sul fronte produttivo che commerciale”. 

Tutti gli operatori del settore attivi in questa fase - aggiunge Francescon - stanno per il momento soffrendo la situazione: “Il melone patisce al pari della fragola, speriamo che nelle prossime settimane l’intonazione cambi”. L’effetto coronavirus si fa sentire anche se - spiega ancora il responsabile dell’Op mantovana - per quanto ci riguarda non abbiamo problemi sul fronte dei trasporti e della logistica e in estate potremo disporre della nostra flotta di 15 camion che mediamente coprono l’80% delle consegne. L'organizzazione logistica interna, inoltre, è rodata".



La capacità produttiva nel Nord Italia non risentirà delle gelate di questa settimana: “Nessun danno o quasi nelle serre attorno a Rodigo, mentre c’è una lieve perdita, ancora tutta da quantificare, per i primi trapianti in tunnellino; in alcune aree, come nel piacentino, la temperatura è crollata a -5 gradi e oltre e potrebbe aver inciso - nonostante la copertura termica - sul  5-10% del prodotto. La maturazione, di conseguenza, subirà qualche giorno di ritardo”.

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