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lunedì 6 aprile 2020


L'epidemia e le gelate mettono in ginocchio l'ortofrutta

Frutta e verdura sono un orgoglio della cucina della Campania Felix e pilastro della dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Ma la crisi da Covid -19 ne sta riducendo l’immissione sul mercato e Confagricoltura Campania chiede interventi alla Commissione Ue per il ritiro straordinario di prodotto, al fine di tutelare il comparto.
"L’ ortofrutta – evidenzia Confagricoltura Campania - rappresenta circa un terzo del valore della produzione agricola regionale ed il 20% della spesa alimentare. Ed è anche una voce importante dell’export agroalimentare regionale, atteso che a fine 2019 secondo Istat i prodotti agricoli della Campania - da colture permanenti e non permanenti, in netta prevalenza frutta e ortaggi - avevano complessivamente un valore all’esportazione di oltre 147,4 milioni di euro"
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In questo periodo le aziende ortofrutticole campane stanno garantendo senza interruzione i rifornimenti ai punti vendita, cosicché sulle tavole non sono finora venuti a mancare ortaggi e frutti di stagione. Ma l’emergenza Coronavirus inizia a destabilizzare anche questo comparto. Le cause sono molteplici: dalla difficoltà di mercato alla logistica, fino alla carenza di manodopera che sta preoccupando non poco gli agricoltori campani.

Attualmente il problema è limitato alle primizie, come le fragole (di cui la Campania è la seconda regione produttrice dopo la Basilicata, mentre l’Italia è il quarto produttore al mondo con 3.700 ettari coltivati e un export, seppure in flessione, che vale 29,8 milioni di euro), o alla IV gamma, che solo in Piana del Sele vale 2,5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), ed esportata per il 30%. Ma il timore degli operatori è che l’emergenza si acuisca nei prossimi giorni, quando inizierà la raccolta di zucchine, melanzane, pomodori e peperoni. Confagricoltura Campania pone anche l’attenzione alle esportazioni di ortaggi e frutta, che hanno subito un rallentamento dell’80%, o addirittura si sono azzerate.

Di qui la necessità di misure ad hoc, quale la richiesta alla Commissione UE di poter effettuare un ritiro straordinario dal mercato di prodotti ortofrutticoli e con metodologie da individuarsi in base al momento straordinario, allargando l’attuale elenco e snellendo le procedure, con risorse aggiuntive a quelle dei correnti programmi operativi: come era capitato in passato per altre emergenze sanitarie che avevano colpito il comparto.

Confagricoltura è intervenuta predisponendo alcuni emendamenti al decreto “Cura Italia”, nell’ambito delle misure di sostegno al settore agricolo, quali la previsione di risorse straordinarie di almeno 20 milioni di Euro da utilizzare a supporto di quei comparti ortofrutticoli, come la IV gamma, particolarmente colpiti dall’effetto dell’emergenza COVID-19, prevedendo l’estensione della copertura anche ai produttori non soci delle OP.

Rimane valido, poi, l’invito alla grande distribuzione a fare la propria parte, sostenendo il prodotto italiano in questo periodo di generale difficoltà economica.
Confagricoltura ritiene che la pandemia Coronavirus segni il punto di svolta per riorganizzare la filiera ortofrutticola italiana, che manifesta ancora punti di debolezza a sfavore dei produttori agricoli e di tenuta sui mercati internazionali. Senza contare poi l’organizzazione del lavoro all’interno degli stabilimenti post COVID-19, dove la sicurezza degli addetti necessiterà di ulteriori precauzioni.

Confagricoltura Toscana: ortofrutta in ginocchio, dopo il virus è arrivato il gelo
Dopo le pesanti perdite già accumulate per il blocco di molte attività legato al contrasto dell'epidemia di coronavirus, è arrivato il gelo sulle produzioni ortofrutticole toscane: due gelate, la prima lunedì notte e la seconda mercoledì notte, hanno portato le temperature a scendere fino ad oltre 3 gradi sotto lo zero sia nell'interno della regione che sulla costa.

“Nell'interno è andato perso circa il 30% del prossimo raccolto di albicocche, susine e di alcune varietà di pesche – dice Antonio Tonioni, presidente della sezione ortofrutta di Confagricoltura Toscana - Qui le aziende si sono in qualche modo difese perché molte sono dotate di impianti antigelo. Sulla costa, invece, l'impatto del gelo è stato devastante perché paradossalmente proprio in questa zona le temperature sono scese più che altrove: è perso fra il 70% e il 100% del raccolto di albicocche e di susine, le pesche nettarine sono perse al 70%. Questa è la stima dei danni della prima gelata. I danni della seconda gelata, quella di mercoledì, li dobbiamo ancora contare”.

Un disastro per un comparto che contava sulla nuova stagione per provare a rimettersi in piedi dopo la batosta subita a causa della chiusura di tutte le mense dovuta ai provvedimenti restrittivi adottati dal Governo per contenere i contagi: “Per molte aziende il fatturato si è azzerato in 24 ore. Tutto il prodotto che era destinato alle mense adesso verrà avviato alla trasformazione che lo paga 5 centesimi al chilo a fronte di costi di produzione fino a 10 volte superiori – aggiunge Tonioni -  Ora ci prepariamo ad affrontare una stagione di raccolte decimata dal gelo. E non dimentichiamo che veniamo da un 2019 dove la tempesta di vento e grandine aveva già lasciato molti produttori in ginocchio. Questa epidemia ci sta facendo capire quanto sia importante il cibo e la sua distribuzione: serve immediatamente un'iniezione di liquidità, una politica forte che sostenga l'accesso al credito per tante imprese che altrimenti non si rialzeranno più”.

Fonte: Confagricoltura Campania e Toscana


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