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giovedì 9 aprile 2020


Manodopera spada di Damocle sul settore

L’incertezza è tanta, la preoccupazione anche maggiore: “Dopo la Pasqua inizierà la raccolta delle fragole veronesi ma non sappiamo chi potrà farla e con quale strumento. Viviamo alla giornata”. Dalla direzione di una delle aziende veronesi del settore si sintetizza così, in poche parole, il sentiment degli operatori del settore ortofrutticolo alla vigilia di una campagna, quella delle produzioni primaverili ed estive, che rischia di subire pesanti contraccolpi a causa della mancanza di manodopera. “A livello comunitario e ministeriale viene discussa la possibilità d'introdurre corridoi agevolati per il personale straniero, ma al momento non c’è nulla di concreto”, sottolineano i vertici della società. “Abbiamo ricevuto richieste e ci sono contatti con persone del luogo interessate al lavoro, e ciò è positivo, ma bisognerà vedere all’atto pratico come andranno le cose”.

Nella provincia di Verona sono circa 140.000 i quintali di fragole da raccogliere: “Servono urgentemente tremila lavoratori o il prodotto resterà sul terreno a marcire”, ha tuonato martedì la Cia-Agricoltori italiani provinciale. “Una grande mole di raccoglitori concentrata in pochi giorni”.
“Tutti i nostri lavoratori dell’Est sono fermi alle frontiere, manca la forza lavoro”, la denuncia di Matteo Scandola, produttore di Santa Maria di Zevio. “Siamo alla vigilia di una campagna che dovrebbe durare tre mesi, ma non sappiamo come fare”.


Raccolta fragole nella scorsa stagione

Nei giorni scorsi Francesca Aldegheri, referente di Confagricoltura Verona per il settore frutticolo ha detto senza mezzi termini che la situazione sta precipitando: “Già l’anno scorso avevamo avuto il problema della carenza di manodopera a causa delle quote insufficienti di lavoratori extracomunitari, ma ora con il coronavirus rischiamo il crollo. Molti lavoratori comunitari attualmente ci chiamano o scrivono per dirci che non possono venire in Italia perché le frontiere sono chiuse”. 

Proprio Confagricoltura ha attivato AgriJob, piattaforma online che mette in contatto aziende agricole e lavoratori. Un servizio di intermediazione, riconosciuto dal ministero del Lavoro, che consente a chi cerca occupazione di essere messo in contatto direttamente con le aziende della propria provincia e alle imprese di intercettare velocemente i candidati.

Dal canto suo Coldiretti, dopo la bocciatura dei voucher semplificati in agricoltura da parte dei sindacati e della politica dello scorso 3 aprile, chiederà a tutti i partiti di presentare l’emendamento per la loro introduzione transitoria legata all’emergenza Covid19 in occasione della discussione della conversione in legge dei decreti già annunciati dal presidente del Consiglio. 



Stipulare accordi urgenti con Paesi stranieri, rendere più flessibile il sistema dei voucher coinvolgere gli italiani che hanno perso il posto di lavoro o sono inattivi a causa del coronavirus e che non hanno alcuna tutela e anche quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza: queste le principali richieste di categorie e produttori per venirne fuori scongiurando conseguenze molto pesanti per tutta la filiera, con il rischio della carenza di materia prima nei punti vendita.

La Spagna, intanto non sta a guardare: è arrivato martedì sera il via libera in Consiglio dei Ministri ai disoccupati, che potranno cimentarsi come lavoratori temporanei sui campi senza perdere il diritto all’indennità prevista per la perdita del precedente lavoro (clicca qui per leggere l'articolo). A loro si aggiungono gli stranieri il cui permesso scadeva prima del 30 giugno (data limite per queste disposizioni) e quelli di Paesi terzi di età compresa tra i 18 e 21 anni. Secondo i calcoli di Fepex, il settore ortofrutticolo avrà bisogno ad aprile di oltre 16.000 lavoratori aggiuntivi a quelli già esistenti, circa 18.000 a maggio, 28.000 a giugno, 21.000 a luglio, 28.000 ad agosto e 15.000 a settembre. Con il provvedimento, il governo iberico intende coprire tra 75.000 e 80.000 posti di lavoro.

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