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venerdì 17 aprile 2020


L'ortofrutta e l'effetto fiducia nell'insegna

Il reparto ortofrutta della Grande distribuzione italiana continua a macinare risultati di tutto rispetto, con una crescita delle vendite superiore alla media negozio. Un trend rilevato anche da Megamark nella sua rete di oltre 400 punti vendita diretti e affiliati nel Sud Italia (prevalentemente Puglia e Campania) con varie insegne, tra cui Dok, Sole365, A&O e Famila.

Con Stefano Sciancalepore, responsabile acquisti settore freschi di Megamark, analizziamo la settimana appena chiusa (week 14), concentrandoci su come gli italiani hanno cambiato i loro acquisti di ortofrutta e sulle criticità incontrate dai distributori in queste settimane di emergenza coronavirus.



Sciancalepore, tastiamo il polso alla vendite di ortofrutta. Il cuore continua a battere a un ritmo accelerato?

Nelle due settimane appena trascorse, quella della domenica delle Palme e di Pasqua, registriamo un trend molto positivo, con una crescita a valore e a volume. Abbiamo un progressivo annuo del +8%.

Rispetto alle settimane precedenti rileva sensibili scostamenti?

Assolutamente sì. La genta mangia più sano, consuma il necessario e frutta e verdura rispondono a questo fabbisogno alimentare.

Se guardiamo alle vendite totali del negozio, l’ortofrutta come sta andando?

Meglio, molto meglio. Ovviamente occorre fare i conti con il fattore climatico e quindi la disponibilità di prodotto. Ma il quadro è positivo. Abbiamo istituito un osservatorio Covid-19 a cura del nostro controller di gestione, che ci informa giornalmente e settimanalmente sugli andamenti di ogni singolo reparto. L'ortofrutta performa bene, molto piu del trend, ed all'interno del reparto la marca privata cresce molto, la gente si fida!

E sul fronte dei formati distributivi? Le grandi superfici fanno più fatica?

Soffrono gli Iper come ormai tutti sappiamo, vincono i punti di vendità di prossimità.



Parlando di prezzi, invece, qual è la situazione?

I prezzi sono stabili sulla frutta, mentre sulla verdura abbiamo non pochi problemi di fluttuazioni, dovuti anche all'assenza di braccianti per la raccolta nei campi, quindi la disponibilità di prodotto non è altissima.

State riscontrando particolari criticità nelle forniture di alcune categorie di prodotto?

Asparagi, asparagina, pomodori, zucchine... Soprattutto forniture provenienti dalla Sicilia.

Nella vostra rete quali sono le principali criticità che vi trovate ad affrontare?

Come ogni distributore che si rispetti abbiamo attivato una serie di iniziative atte a proteggere i consumatori ed i collaboratori presenti nei negozi. Mascherine, visiere, guanti, ingressi contingentati, distanze di sicurezza, barriere in plexiglass, igienizzanti per i consumatori con appositi dosatori, rafforzamento delle aree espositive per i prodotti take away. Insomma, un grande sforzo per operare in sicurezza.

E l’azienda come si è organizzata per affrontare l’emergenza ?

In ufficio abbiamo drasticamente ridotto in personale, sono quasi tutti in smart working. I colleghi sono stati messi nella condizione di lavorare da casa con dei device forniti dalla azienda. Chi è rimasto in sede, come me, utilizza dispositivi di protezione. Non facciamo riunioni ma solo conference call, c'è la presenza di un solo collega per ogni ufficio, niente caffè o sigaretta in compagnia per intenderci.
 
Come prevede evolverà la situazione legata al Covid-19? 

Domanda di riserva? Scherzi a parte, non eravamo preparati ma ci siamo organizzati, è un duro colpo all'economia dell'Italia, ancor più duro per il Sud. Credo che dopo lo sblocco del lockdown ci vorranno settimane prima che tutto ritorni come prima, ma molte vecchie abitudini non esisteranno più. Da un punto di vista dei consumi, molti italiani hanno riscoperto la preparazione ed il consumo in casa: facile, economico e sano. Questo potrebbe essere una nuova frontiera di sviluppo merceologico.

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Alfonso Bendi
Senior Marketing Specialist
alfonso@italiafruit.net

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