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mercoledì 22 aprile 2020


«Lo stop dell'Horeca ha fatto bene ai limoni italiani»

La produzione di limoni della Costa d’Amalfi in questa campagna 2020, iniziata nel mese di febbraio, è stata finora caratterizzata da una qualità sia interna sia esterna veramente ottima e di molto superiore rispetto allo stesso periodo dell’annata precedente. Un punto a favore che ha decretato un buon esordio a livello commerciale. La conferma di questo aspetto ci arriva dall’azienda Carluccio di Furore (Salerno), piccola realtà di commercio all’ingrosso, giunta alla quarta generazione di una lunga conduzione familiare, che è iscritta al Consorzio di Tutela Limone Costa d'Amalfi Igp. 

“Quest’anno la produzione di prima scelta sta rappresentando circa l’80-85% dei volumi. Mentre nel 2019 tale quota si era attestata su percentuali molto più basse, prossime al 40-50%, e di conseguenza avevamo vissuto una stagione da dimenticare”, fa sapere a Italiafruit News Carlo Fusco, titolare dell’azienda salernitana. Che sottolinea: “Il limone della Costa d’Amalfi è un prodotto unico al mondo: forma affusolata, buccia spessa, colore giallo canarino e un profumo che nessun altro limone può battere; inoltre è sicuro per il consumatore, non essendo trattato sulla buccia per allungarne la conservabilità”.



Il mercato nazionale, in queste prime settimane di campagna coincidenti con lo sviluppo dell’epidemia di coronavirus, ha risposto bene non solo per via dell’alta qualità, ma anche per la limitata concorrenza di Spagna e Argentina. “La nostra aziende - spiega Fusco - lavora principalmente con i Mercati all’ingrosso di Bologna, Milano, Roma e Udine. Fino a quindici giorni fa, le richieste arrivavano un po’ da tutte le parti - evidenzia Fusco - Ora la domanda è più lineare ma si conferma su buoni livelli. Speriamo che anche nei prossimi mesi continuerà ad arrivare in Italia poca merce dall’estero”.

“A nostro avviso - conclude - anche la chiusura del canale Horeca ci ha dato una mano a cominciare bene la campagna. Perché tanti ristoratori, bar e operatori dell’ospitalità acquistavano limoni stranieri di primo prezzo a buccia non edibile. Oggi tutti gli italiani, mangiando a casa, scelgono personalmente cosa comprare e preferiscono i limoni locali prima di tutto per sostenere l’economia nazionale”.



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