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giovedì 23 aprile 2020


Brusca frenata della domanda nei Mercati

Settimana fino ad ora deludente nei Mercati all’ingrosso italiani, caratterizzata da una domanda debole e prezzi al ribasso soprattutto in quelle piazze particolarmente colpite dal maltempo che da qualche giorno a questa parte attanaglia la penisola da Nord a Sud. E' questo, in sintesi, ciò che emerge dall’analisi “Quick Service” del Monitor Ortofrutta di Agroter che ha approfondito i trend della settimana in corso interpellando i referenti di 10 fra i principali mercati ortofrutticoli italiani: Bologna, Brescia, Bergamo, Fondi, Milano, Padova, Roma, Torino, Vittoria e Verona. Per maggior informazioni sul servizio clicca qui.

Il quadro generale
Dopo un lunedì tutto sommato positivo, le ultime sedute sono state al contrario particolarmente negative, con una diminuzione evidente della domanda rispetto alle scorse settimane. Maltempo e calo dei consumi tipici della fine del mese sono stati i motivi più citati per spiegare questa brusca frenata. Tuttavia, fra gli operatori si percepisce un discreto ottimismo per il fine settimana, grazie alla Festa della Liberazione che dovrebbe portare ad una ripresa delle contrattazioni. Quindi, si è registrato un abbassamento delle quotazioni per fragole e per gli ortaggi in generale, a parte il peperone che rimane su valori sostenuti e per prodotti basici come patate e cipolle. Fra le referenze frutticole si evidenzia un assestamento nelle quotazioni del melone, mentre pere, mele e kiwi proseguono prezzi elevati rispetto alla media del periodo. Infine, in aumento la compravendita di drupacee, in particolare pesche e nettarine d’importazione, e si segnalano i primi volumi di albicocche siciliane prodotte sotto serra nella zona di Agrigento.

La situazione in Lombardia e Piemonte
Al Caat di Torino, Carlo Quirico, titolare dell’azienda Quirico Srl, fornisce ad Italiafruit News l’andamento commerciale della settimana in corso. “Rispetto al periodo prepasquale, dove la domanda era vivace ed allo stesso tempo si è verificato un calo generalizzato dell’offerta, con un conseguente innalzamento dei prezzi, in questi giorni si registra un abbassamento delle quotazioni, soprattutto fra gli ortaggi. Le zucchine bianche con fiore provenienti da Fondi sono piazzate fra 1-1,30 euro il chilo, e ci sono alcune partite sotto l’euro il chilo; i pomodori sono in flessione soprattutto per quanto riguarda ciliegino, mentre tengono le posizioni pixel, piccadilly e ramato. Per quanto riguarda le fragole ci si attesta a 3 euro il chilo per il prodotto premium, mentre la merce di scarsa qualità si posiziona anche sotto 2 euro il chilo”.

“Il peperone - prosegue Quirico - è l’unico ortaggio in controtendenza, con quotazioni costantemente alte, prossime ai 3 euro il chilo per l’Italia e vicino a 4 euro il chilo per il prodotto d’importazione. Comunque, a breve, assisteremo ad un aumento progressivo della produzione locale e speriamo che i consumi siano all’altezza delle aspettative”.



Spostandoci all’Ortomercato di Milano, Andrea Valente venditore presso l’azienda Finizio Srl, conferma l’inizio settimana non particolarmente brillante: “La pioggia e le basse temperature hanno sicuramente inficiato sulle vendite, che hanno subito una frenata nelle giornate di martedì e mercoledì. Fra i nostri articoli di punta, si registra un calo nel prezzo delle fragole attorno a 3 euro il chilo per un prodotto premium, anche se nei prossimi giorni sono convinto che si assisterà ad un rialzo. Fra i pomodori prosegue l’ottima performance della tipologia Marinda, e pure per il datterino e il ciliegino c’è una discreta richiesta. Per quanto riguarda il melone il mercato deve ancora assestarsi, ma credo che dalla prossima settimana con i volumi in deciso aumento dalla Sicilia, vedremo un abbassamento delle quotazioni che ne favorirà il consumo”.

Anche a Bergamo la settimana sta proseguendo fra luci ed ombre: “Dopo un periodo pasquale frenetico, in questi giorni si nota un rallentamento nelle vendite” sottolinea il direttore del mercato Andrea Chiodi.

“Di certo la pioggia e le basse temperature - sostiene il direttore - non hanno favorito i prodotti estivi, ma hanno incentivato le mele, fra gli articoli più richiesti nonostante i rincari. Fra i prodotti di stagione, l’asparago è quotato fra 1,50-3 euro il chilo e le fragole hanno dimezzato il valore dopo il boom pasquale, ed ora non superano 3,50 euro il chilo. In calo anche le zucchine esitate fra 0,50-1,20 euro il chilo, a differenza del peperone che rimane su prezzi molto alti, superiore a 3 euro il chilo per l’Italia ed oltre 4 euro il chilo per l’origine spagnola. Sono in aumento i volumi relativi a pesche e nettarine d’importazione spagnola e marocchina, ed in questo caso i prezzi oscillano notevolmente, partendo da 1,80 euro il chilo fino a raggiungere 5 euro il chilo”.

Anche all'ortomercato di Brescia si riscontra un trend in calo degli scambi. Come spiega a Italiafruit News Giuseppe Quadri dell’azienda Garda Frutta, "le vendite complessive di frutta e verdura si sono sicuramente ridotte rispetto alle settimane precedenti. C’è un po’ più di calma - prosegue - che potrebbe essere correlata a due aspetti: da una parte il ritorno del brutto tempo, sfavorevole per i consumi di alcuni articoli; dall'altra la minore paura delle persone nei confronti del coronavirus. Minore paura significa per esempio che i consumatori sono più propensi a visitare i supermercati, a uscire più volte di casa durante la settimana e quindi a fare la spesa senza eccessi”.

Quali sono alcuni dei prodotti più venduti di questa settimana? “Fragole e asparagi, malgrado il calo della domanda e dei prezzi, si confermano in prima linea sul fronte delle quantità complessive”, risponde Quadri aggiungendo anche che a Brescia “il pomodoro datterino e in generale le verdure a foglia rossa, come ad esempio il radicchio rosso trevigiano, stanno registrando una forte richiesta”.



Il punto dal Nord Est
Al Caab di Bologna, Fabio Galliani, venditore presso Agribologna, inquadra così l’andamento settimanale del mercato felsineo: “Lunedì è stata una giornata tutto sommato positiva, mentre martedì e mercoledì sono stati particolarmente sottotono, a causa del maltempo che ha rallentato le contrattazioni. Le fragole sono in flessione con una forbice di prezzo fra 2,50-4 euro il chilo, dove il prodotto locale riesce a spuntare prezzi più remunerativi. Anche nel melone il range è abbastanza ampio, attestandosi fra 1,50 e 2,50 euro il chilo per il prodotto siciliano. In questo caso la vendita è positiva grazie alla qualità del prodotto che è superiore alla norma”.

“Il resto della frutta - prosegue Galliani - si caratterizza per quotazioni sostenute, con il kiwi di qualità che spunta facilmente oltre i 2 euro il chilo, mentre le mele sono ancora in rialzo. Anche gli agrumi non sono da meno, in particolare i limoni, quotati 1,80-1,90 euro il chilo per merce affogliata italiana, con la Spagna che si porta su livelli più alti, attorno a 2,30 euro il chilo. Non sono da meno le arance, dove le bionde spagnole si avvicinano a 1,50 euro il chilo, mentre l’arancia rossa italiana rimane sempre oltre i 2 euro il chilo”.

Un netto calo delle contrattazioni tra martedì e mercoledì viene rilevato anche al Centro agroalimentare di Verona da Filippo Guandalini, commerciale della Generalfrutta Srl. “Per tutto il mese e fino alla giornata di lunedì 20 aprile, noi grossisti abbiamo lavorato bene ma con una scarsa marginalità - spiega a Italiafruit News - Poi negli ultimi due giorni di mercato si è verificata una brusca frenata della domanda per tutte le referenze ortofrutticole, in modo particolare per gli articoli di stagione come le fragole che sono crollate di prezzo”. 

Potrebbe essere anche solo un momento negativo, ma Guandalini si dichiara preoccupato specie per la prossima settimana, l’ultima del mese di aprile: “Gli italiani, dopo avere speso tanto a Pasqua, potrebbero ora avere paura di spendere, anche perché tante persone hanno perso il lavoro e si trovano con meno soldi in tasca. Questa eventualità si va a scontrare con le alte aspettative dei nostri conferitori, che stanno sostenendo maggiori costi a causa del coronavirus”. 

“Vedremo nei prossimi giorni se questo momento di vendite stagnanti diventerà un trend. Spero ovviamente che non sarà così, ma già oggi temo che la prossima settimana gli scambi saranno moderati”, conclude il commerciale della Generalfrutta.

"Negli ultimi giorni abbiamo lavorato un po' meno rispetto al trend delle settimane precedenti. Bisogna però anche dire che il periodo di Pasqua è stato davvero molto positivo. Nel complesso ci riteniamo fortunati, anche se il lavoro con l’estero non è esaltante perché la merce è generalmente cara”, aggiunge a Italiafruit News Stefano Andreella, venditore della ditta Sap srl del Maap di Padova, sottolineando che le vendite complessive dell’azienda si sono contratte del 30% nelle giornate di martedì e di ieri. “Questo calo non ci preoccupa più di tanto, vedendo i buoni ordini che abbiamo ricevuto per i prossimi giorni - evidenzia Andreella - I nostri clienti caricheranno oggi e domani perché quasi tutti hanno paura di restare senza merce durante questo weekend di Festa della Liberazione".

Secondo Andreella, le referenze più richieste questa settimana sono fragole, asparagi e pomodori, specie per le tipologie datterino e Marinda. “Sta prendendo piede anche il melone e si conferma, in generale, un buon interesse per mele, pere e clementine Orri, con queste ultime che vengono cedute a 2,50-2,8 euro il chilo”. Per le prime drupacee, di origine spagnola, la Sap registra invece richieste in calo per via dei prezzi molto sostenuti. “Siamo entrati negli ultimi dieci giorni del mese e i consumatori hanno meno soldi in tasca, pertanto è faticoso vendere pesche e nettarine a 5-6 euro il chilo”, specifica Andreella.



L’analisi del Centro Sud
Riccardo Pompei, del gruppo Erra e Ferrini che opera all’interno del Car di Roma, ci illustra l’andamento di questa settimana. “Domenica le contrattazioni sono state particolarmente vivaci, a differenza di questi ultimi giorni tendenzialmente sottotono, a causa probabilmente della pioggia e del conseguente abbassamento delle temperature. Questa settimana è iniziata la vendita di albicocche siciliane coltivate in serra, e vendute a 4 euro il chilo, mentre la Spagna - varietà Mogador - ottiene anche 5 euro il chilo. Da stamani sul mercato arriveranno le prime percoche spagnole, solitamente molto apprezzate nella nostra piazza, che andranno a completare l’offerta di pesche e nettarine spagnole che ha visto pure l’ingresso delle pesche piatte. In generale l’interesse è discreto ed i prezzi si attestano fra 3-3,50 euro il chilo. Per quanto concerne gli ortaggi, siamo alla fine della campagna del carciofo locale quotata fra 0,40 e 0,80 euro a capolino; per le zucchine i prezzi sono in ribasso anche sotto l’euro il chilo così come gli asparagi si posizionano fra 2 e 3,50 euro il chilo. Invece, il peperone mantiene prezzi elevati prossimi a 3 euro il chilo”.

Analisi simile a quella che ci offre Elio Paparello, che opera presso il mercato ortofrutticolo di Fondi. “In generale c’è stato un rallentamento delle vendite, con alcune categorie più penalizzate rispetto ad altre. Mi riferisco in particolare alle verdure a foglia, che non vivono un momento particolarmente esaltante, al pari di sedano e zucchine locali - queste ultime non superano l’euro il chilo, ndr - dove alcune partite restano invendute. Al contrario si nota una buona performance per le patate novelle siciliane con prezzi interessanti che fluttuano fra 65 e 70 centesimi di euro il chilo”.

Le principali tendenze in atto al mercato ortofrutticolo di Vittoria sono analizzate da Giorgio Puccia, presidente dell'associazione locale dei grossisti. “Stiamo assistendo ad un andamento al ribasso, causato da una scarsa ricettività della domanda, anche se non mancano delle sorprese. Innanzitutto, si notano quotazioni in calo per le zucchine sia chiare che scure con prezzi medi pari 0,37 e 0,23 euro il chilo, rispettivamente. Anche le melanzane sono in discesa, anche se non ai livelli delle zucchine, registrando una media prezzi fra i 40 e 70 centesimi il chilo. Al contrario, importi decisamente più alti per il peperone rosso e giallo, venduti fra 2 e 2,50 euro il chilo, a causa di un buco nell’offerta spagnola a causa di problemi fitosanitari che hanno colpito i loro impianti".

Hanno collaborato Daniele Bianchi e Fabio Spina 

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