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giovedì 30 aprile 2020


Concessioni per il Mercato di Palermo: «Siamo al collasso»

Portare dagli attuali 69 a 160 gli ingressi dei produttori locali e innalzare da 200 a 360 il numero dei clienti: sono le richieste avanzate dai grossisti del Mercato di Palermo all’amministrazione comunale per scongiurare il collasso della struttura di via Montepellegrino. “Se continuiamo di questo passo rischiamo il fallimento nel giro di tre mesi, 69 aziende potrebbero chiudere definitivamente le saracinesche”, la denuncia di Alberto Argano, presidente dei concessionari e commissionari del mercato ortofrutticolo di Palermo, che martedì ha lanciato l’Sos in una videoconferenza con l’assessore al commercio Leopoldo Piampiano, il dirigente Luigi Galatioto e il collega grossista Benny Gulì. “Il Comune si è mostrato comprensivo, speriamo di partire con il nuovo format già da lunedì per poi tornare gradualmente a una maggiore normalità dal 18 maggio”, il commento post-incontro di Argano.

Gli operatori contestano il piano di emergenza sanitaria da coronavirus che contingenta gli accessi: “Non funziona, lo dimostrano i numeri a un mese dalla riapertura”, ha detto Argano. I dati “sono troppo bassi e le vendite non riescono a coprire le spese dei concessionari che registrano una diminuzione di incassi tra il 70 e l’80%: da settimane chiediamo di correggere il piano di sicurezza, aumentando in modo graduale e controllato gli ingressi. Siamo vicini al definitivo collasso”.

Per entrare nel Mercato dalla fine di marzo possono prenotarsi ogni giorno 69 produttori locali e 200 clienti, questi ultimi in due fasce da 100: “Con questo sistema di prenotazione telematica non si riesce a lavorare, impossibile la sostenibilità economica – spiega Argano – Ormai c’è il deserto, anche perché in molti hanno già scelto i mercati delle città limitrofe”. "La situazione è drammatica - conclude con amarezza il responsabile dei grossisti - Mentre al Nord, dove ci sono stati più problemi per il Coronavirus, stanno lavorando noi, nella regione con meno contagi, siamo bloccati dalle restrizioni".


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