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lunedì 18 maggio 2020


Il Covid 19 porta frutta e verdura in altalena

Mele e insalate in busta stanno vivendo due momenti opposti. Le prime sono le best perfomer dell’attuale mercato dell’ortofrutta, mentre l’anno scorso soffrivano una situazione pesante con prezzi poco interessanti. La IV gamma, invece, evidenzia perdite a due cifre mentre nella primavera del 2019 macinava buoni risultati, sia sul fronte dei consumi che della penetrazione. Più in generale, prima della pandemia, le insalate fresh cut realizzavano da tempo, pur fra alti e bassi, risultati incoraggianti e, viceversa, da almeno altrettanto tempo i consumi di mele erano in strisciante riduzione. Le modificazioni nel processo di acquisto e nei modelli di consumo indotte dal lockdown hanno avuto un ruolo chiave in questa rivoluzione che, di certo, subirà ulteriori correzioni mammano che si profilerà una nuova normalità all’insegna del “distanziamento sociale”, che rimarrà il leitmotiv fino a quando non disporremo di una vaccinazione di massa o di una medicina risolutiva.

Per fare il punto su quanto è accaduto, cercando di comprenderne appieno le motivazioni e orientare il futuro prossimo venturo, ho chiesto la collaborazione di Paolo Gerevini, direttore generale di Melinda e Trentina e di Andrea Montagna, presidente dell’Unione Italiana Food IV Gamma e amministratore delegato di Bonduelle, che mi affiancheranno insieme a Claudio Mazzini e Gianmarco Guernelli a Think Fresh Webinar Preview del prossimo 28 maggio (clicca qui per informazioni su come partecipare).



Sulle motivazioni alla base del successo delle mele e del tonfo della IV gamma abbiamo già scritto a più riprese su Italiafruit News (Think Fresh: la Fase 2 cambia il vento dell'ortofrutta e in Vendite in Gdo, cosa è cambiato in 6 settimane di emergenza), ora è però necessario andare più in profondità per utilizzare gli elementi positivi del vissuto, alla base della performance delle prime, e rimuovere le negatività, che hanno condizionato la debacle delle seconde, al fine di gestire al meglio l’incipiente campagna estiva.

Mi riferisco, ad esempio, al ruolo del vecchio adagio “una mela al giorno toglie il medico di torno” che raccoglie ancora ampi consensi presso gli italiani, tanto che pur aggiungendo anche la parola “realmente” al proverbio, oltre il 40% del panel dei 3.000 responsabili acquisti del Monitor Ortofrutta è molto d’accordo con l’affermazione. Gli effetti nutraceutici di frutta e verdura sono alla base della riscossa di mele e agrumi durante la pandemia, ora dobbiamo spingere sull’acceleratore portando l’intera offerta alla base di un’alimentazione sana, indispensabile per godere di un buono stato di salute, prevenzione base contro un virus dominato dall’asintomaticità.



Sulle difficoltà della IV gamma, invece, ha certo influito il problema della ridotta shelf life, non solo quella tecnica ma - soprattutto - quella percepita, come ci conferma sempre il nostro panel che la pone al vertice delle criticità. Sul tema della freschezza, dunque, è tempo di lavorare con rinnovato impegno per sviluppare e far percepire una possibile maggiore durata di frutta e verdura a casa, usando tutti gli strumenti a disposizione della filiera: dalle pratiche agronomiche agli interventi in post raccolta, fino ai pack intelligenti, senza dimenticare il mantenimento della catena del freddo lungo la supply chain. E’ tempo di costruire una strategia vincente che porti ancora più l’ortofrutta al centro dell’alimentazione per il bene dei cittadini. Prima che un’opportunità economica è un dovere morale per un comparto solo sfiorato da questa sciagura.
 
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