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lunedì 25 maggio 2020


La concimazione ideale per un kiwi di qualità

Negli ultimi anni la filiera italiana del kiwi ha intrapreso un percorso di qualificazione del prodotto significativo, che le ha consentito di rimanere ai vertici mondiali sia in termini produttivi (l’Italia è il secondo Paese produttore dopo la Cina) sia a livello commerciale (il Bel Paese è il secondo esportatore mondiale dopo la Nuova Zelanda).
Questa posizione di leadership è dovuta innanzitutto ad una continua evoluzione tecnica da parte dei coltivatori di kiwi, che nel tempo hanno perseguito una filosofia produttiva volta ad ottenere un frutto di alta qualità minimizzando al contempo l’impatto ambientale



Per raggiungere questo obiettivo ambizioso non si può prescindere da una corretta nutrizione delle piante di actinidia, che negli anni si è sempre più integrata con la pratica di irrigazione altrettanto fondamentale. Pertanto, la fertirrigazione ha raggiunto nel kiwi un livello di diffusione e professionalità fra i più alti in ambito frutticolo nel nostro Paese, favorito anche dall’opera di aziende come ICL Specialty Fertilizers – impresa che si impone sul mercato dei concimi liquidi – che ha creato NutriLiquid, una linea di concimi liquidi di alta qualità per l’uso in fertirrigazione e per l’applicazione fogliare.

Nella gamma sono presenti sia prodotti standard sia soluzioni più complete come gli NPK, con o senza micronutrienti, nonché formulazioni specifiche per ogni coltura e fase fenologica. Ma non è tutto. ICL non si “limita” a garantire un concime liquido prodotto in Italia, con materie prima di estrema qualità – prive di contaminanti e dall’alta stabilità chimico/fisica – ma provvede ad una assistenza tecnica praticata da figure altamente professionali che in concerto con i produttori individuano e “formulano” il prodotto più indicato per ogni specifica azienda. In pratica, non è la coltura che si adatta al concime bensì l’esatto opposto. Il concime viene messo a punto per rispondere alle precise esigenze di produzione che nel caso del kiwi è il miglior compromesso fra produttività e sostanza secca, senza tralasciare la pezzatura.



A tal proposito Marco Santellini, area sales manager Special Agro Emilia-Romagna/Veneto, spiega a Italiafruit News l’approccio adottato da Icl con i frutticoltori di actinidia: “Innanzitutto è fondamentale comprendere lo stato nutrizionale del frutteto, effettuando l’analisi del suolo e dell’acqua di irrigazione. Questa è la base di partenza per la strategia di nutrizione, che dovrà tenere ovviamente conto anche della varietà, della tecnica colturale adottata e dei principali parametri ambientali. Questo lavoro viene svolto solitamente durante il periodo invernale, in modo da avere il tempo necessario per essere pronti ad aprile con un piano di concimazione adeguato”.

Un piano di concimazione che non è statico, come accade con approcci più tradizionali tutt’ora in uso, ma modulato durante la stagione in base alle effettive esigenze della pianta. “Tramite l’analisi fogliare – prosegue Santellini – siamo in grado di stabilire con precisione l’effettivo stato di salute dell’impianto in esame, apportando le correzioni del caso, se necessarie. Poi è chiaro che, in frutteti dove operiamo già da diversi anni, gli adattamenti sono minimi perché possiamo prevedere con buona approssimazione lo stato nutrizionale delle piante. Per esempio l’areale romagnolo, caratterizzato da terreni a basso contenuto di sostanza organica conviene iniziare con una buona concimazione di fondo con granulari a lenta cessione controllata della linea Agromaster, a cui far seguire il piano di fertirrigazione con NutriLiquid, che sarà tendenzialmente bilanciato nella prima fase di sviluppo, per esempio utilizzando un 6-6-6, mentre mano a mano che la maturazione del frutto procede si tende a diminuire l’apporto di azoto a favore del potassio per migliorare il contenuto in sostanza secca. Inoltre, poniamo molta attenzione alla gestione ottimale dei microelementi, in particolar modo sulle carenze di Manganese e Zinco, spesso problematiche nei kiwi a polpa gialla, tramite il monitoraggio e le successive applicazioni fogliari oradicali preventive, scegliendo tra le nostre svariate miscele e lavorando in acidificazione per migliorarne l'assorbimento da parte della pianta".



I vantaggi nell’utilizzo della gamma NutriLiquid sono innumerevoli, come evidenzia Mario Chiurazzi, area sales manager Special Agro Sud Italia: “Le aziende agricole apprezzano la notevole semplificazione nella gestione della fertirrigazione combinata all’efficacia dei prodotti utilizzati, che fra l’altro, si caratterizzano per l’alto potere acidificante che oltre a migliore assorbimento di microelementi e del fosforo mantiene in efficienza l’impianto di irrigazione contro le deposizioni calcaree. Un vantaggio non da poco se si considera che un impianto di actinidia può produrre per vent’anni”.
“Quindi - conclude - in un solo colpo il frutticoltore ottimizza tutte le performance dell’impianto: a livello economico diminuiscono i costi di gestione e aumentano i ricavi grazie alla migliore qualità dei frutti raccolti, mentre in termini ambientali gli input sono ridotti al minimo e le perdite per dilavamento sono risibili, senza dimenticare che vi sono meno imballi da smaltire”.

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