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mercoledì 27 maggio 2020


Sos siccità, il Veneto rischia guai seri

Siamo solo a fine maggio ma il problema siccità nelle zone del Nord Est dell'Italia è già diventato critico. In Veneto, in particolare, la situazione desta grande preoccupazione tra i produttori di frutta (in particolare kiwi e mele), verdure e cereali. Per far fronte all’arsura eccezionale, da due mesi il Consorzio di bonifica Adige Euganeo sta infatti pompando dal fiume Adige e dal Canale Leb circa 20 metri cubi di acqua al secondo per servire le aree a cavallo tra Padova, Vicenza, Verona e Venezia. Vale a dire due milioni di metri cubi al giorno. Se nei prossimi 15 giorni non pioverà sarà un vero disastro per i seminativi e in generale le colture ortofrutticole di numerosi comprensori veneti, a partire dalla zona della Bassa Padovana.

Michele Barbetta, consigliere del Consorzio di bonifica Adige Euganeo nonché presidente di Confagricoltura Padova, denuncia: "A memoria degli agricoltori, non si è mai vista in oltre 30 anni una situazione così grave. Da metà marzo il Consorzio sta prelevando acqua dall’Adige e dal Leb, quando di solito lo faceva da metà aprile. E siamo anche fortunati - prosegue - poichè l’Adige quest’anno ha una portata molto alta, che attualmente è di 280 metri cubi al secondo a Boara Pisani (Padova). Ciò ha consentito di prelevare l’acqua e di garantire una buona irrigazione a 34mila ettari di campi serviti dal Consorzio Adige Euganeo. Per altri 40mila ettari, invece, la distribuzione non avviene con continuità, in quanto non c’è una rete di canali così diffusa e la dotazione di acqua non è sufficiente per darne a tutti. Quindi ci sono zone del Padovano che soffrono moltissimo. Ma, se non pioverà, i guai veri arriveranno prima di metà giugno, perché il livello del fiume si abbasserà e, quando arriverà sotto la quota di 80 metri cubi al secondo, non si potrà più prelevare l’acqua che serve".



Senza le acque del Leb derivate dall’Adige, che nel periodo estivo di massima richiesta raggiungono la portata di 34 metri cubi al secondo, un’ampia area del territorio agricolo del Veneto andrebbe in grave difficoltà in caso di prolungamento del periodo di assenza di precipitazioni. “Gli agricoltori stanno sostenendo già costi elevatissimi per far fronte alla siccità - evidenzia ancora Barbetta - Parliamo di 150 euro all’ettaro per intervento sui seminativi". 

Alla luce dei cambiamenti climatici in atto, lo stesso Consorzio di bonifica chiede alla Regione Veneto di adeguare le concessioni di prelievo dall’Adige. “Le normative sono datate e risalgono a tempi in cui non c’era l'emergenza siccità", riferisce il consigliere. “La disponibilità di acqua, in questo periodo, ci sarebbe grazie allo scioglimento delle nevi, ma la risorsa non può essere prelevata a causa dei limiti di legge e quindi finisce direttamente in mare. Bisognerebbe invece sfruttare il buon momento per irrigare i campi assetati - conclude - e servirebbero investimenti per rendere disponibile la risorsa idrica a tutte le aziende e per limitare gli sprechi”.

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