eventi
THINK FRESH
7 Settembre 2020
MACFRUT  DIGITAL
8-10 Settembre 2020
FRUIT ATTRACTION
Madrid
20-22 Ottobre 2020
SIAL
Parigi 
18-22 Ottobre 2020 
INTERPOMA
Bolzano 
19-21 Novembre 2020
INTERPOM  
Courtrai  (Belgio)
23-25 Novembre 2020

CIBUS
Parma 
4-7 Maggio 2021 

leggi tutto

giovedì 11 giugno 2020


Il maltempo non dà tregua

Il maltempo non dà tregua. Da Nord a Sud la perturbazione che ha investito l'Italia continua a manifestarsi con episodi violenti, dalle bombe d'acqua alle grandinate. Episodi che anche nella giornata di ieri sono state segnali in più zone della Penisola, dal Veneto alla Puglia, passando per Romagna e Marche.

La Puglia ortofrutticola, già profondamente colpita nei giorni e nelle settimane scorse, continua ad aggiornare la conta dei danni. "Un anno di lavoro distrutto da un'ora di grandinata: le foto documentano quanto è successo tra Foggia e Manfredonia, soprattutto in un'ampia zona nei pressi dell'aeroporto militare Amendola - scrive su Facebook Cia Puglia - I chicchi di grandine si sono abbattuti sulle ciliegie, distruggendo quelle che erano riuscite a scampare al vento e alle piogge battenti dei giorni precedenti. I proiettili di ghiaccio hanno avuto effetti deleteri anche sui vigneti, danneggiando seriamente i grappoli in fase di sviluppo. Di fronte a questo tipo di calamità, sempre più frequenti, non c'è rimedio, soprattutto quando l'azienda agricola non è riuscita ad accedere a un sistema assicurativo. E tutto questo perché, ad oggi, le assicurazioni non sono accessibili a tutti. E' un sistema che va riformato, ampliato, reso sostenibile per le imprese agricole e adeguato alla frequenza sempre più elevata e costante degli eventi climatici estremi. Una battaglia che Cia-Agricoltori Italiani Puglia sta conducendo da tempo e sulla quale le istituzioni dovranno dare una risposta, se non vogliono vedere sparire centinaia di aziende agricole".



Ieri la pazza primavera ha allagato diversi campi di pomodoro in provincia di Bari, dove - informa la Coldiretti - si stanni verificando i danni da grandine ad Ascoli Satriano, Candela, Cerignola, San Severo, Borgo Tavernola, Apricena e San Severo. “Il 2020 è certamente un anno orribile per l’agricoltura pugliese, dove alla grave crisi di liquidità delle aziende agricole causata dall’emergenza Covid, si aggiungono i danni delle improvvise e letali ondate di maltempo che con grandinate, bombe d’acqua, gelate e trombe d’aria al loro passaggio restituiscono campi allagati, smottamenti e raccolti gravemente compromessi”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
“Gli agricoltori cercano di difendersi con le reti di copertura, con le coltivazioni in serra e con la manutenzione di terreni e canali e serre, ma spesso la furia delle tempeste è così violenta da far esplodere le protezioni, distruggere frutta e ortaggi e gonfiare d’acqua i terreni provocando pericolosi smottamenti. Dopo un anno di lavoro gli agricoltori vedono in pochi attimi azzerato il raccolto, mentre il granaio d’Italia sta ritardando la trebbiatura del grano perché le piogge ad intermittenza non consentono di iniziare le operazioni di raccolta”, insiste il delegato confederale di Coldiretti Foggia, Pietro Piccioni.

Bombe d'acqua e grandine sono state segnalate anche in Romagna, in particolare nel Cesenate e nelle campagne tra Forlì e Ravenna. Anche sulle colline di Fano, nelle Marche, è stata segnalata una violenta grandinata. In Veneto a fare le spese del maltempo è la Val d’Alpone (Verona), dove sono le ciliegie a subire i danni più consistenti delle piogge violente e persistenti degli ultimi giorni.



Spiega Alberto Stoppele, agronomo di Confagricoltura Verona e coordinatore dell’associazione I Tesori di Vania, che raccoglie 12 aziende di cerasicoltori tra Montecchia di Crosara, Monteforte e Roncà: “Ha piovuto forte anche la notte scorsa e poi continuamente nei giorni scorsi. Inoltre ci sono stati forti sbalzi di temperatura. Tutto questo ha contribuito al fenomeno del cracking, cioè la spaccatura dei frutti. Abbiamo l’80% dei frutti da buttare dell’ultima settimana, vale a dire 50 quintali di ciliegie per quanto riguarda le nostre 12 aziende. Un bel danno. Adesso speriamo che si salvino almeno le ciliegie medio-tardive, che sono circa 200 quintali, ma deve smettere di piovere, altrimenti perderemo anche quelle”.
Peccato, perché la raccolta delle ciliegie in provincia di Verona era partita bene, con ottima qualità e prezzi elevati per i frutti di grande pezzatura. “Noi abbiamo dato vita all’associazione due anni fa, per unire le forze ed essere più competitivi sul mercato – riferisce Stoppele -. È un bel gruppo di giovani agricoltori, scegliamo insieme portainnesti, concimi, varietà e abbiamo puntato su qualità e calibri medio-alti per conquistare fasce importanti del mercato. Produciamo 700 quintali di ciliegie all’anno e quest’anno, finora, avevamo spuntato prezzi da 3,50 euro al chilo per i calibri di 26-28 millimetri a 6 euro al chilo per i calibri oltre i 30 millimetri. Il cracking, purtroppo, è un rischio sempre presente, ma è grave quando si presenta nell’ultima parte della maturazione com’è avvenuto nei frutti attualmente in raccolta, come la Ferrovia. Quando accade non c’è più nulla da fare: la ciliegia si spacca e non è più vendibile”.

Conferma la situazione Francesca Aldegheri, referente per il settore frutta di Confagricoltura Verona, che ha ciliegie a Belfiore: “È piovuto troppo. Con acquazzoni isolati, le ciliegie resistono – dice -. Ma ha fatto piogge continue, anche importanti e ravvicinate, e l’ultima di ieri sera è stato fatale. L’acqua ha stagnato per tante ore vicino al calice, e perciò ha fatto danni. Noi stiamo raccogliendo le Grace Star, una varietà media. Le tardive come le Kordia, le Regina e i Duroni, che non sono ancora mature, non hanno per ora subito danni. Speriamo che il tempo si sistemi. Sta diventando anche difficoltosa la raccolta, perché si lavora per poche ore e poi bisogna abbandonare il campo perché comincia a piovere. E anche quello aggrava la situazione, perché i frutti intanto maturano e, se non si raccolgono al momento giusto, si rischia di buttare via tutto. La cosa incredibile è che abbiamo passato aprile a irrigare, perché c’era troppo caldo e secco. Adesso è giugno, cioè l’inizio dell’estate in cui dovremmo avere 30 gradi, e invece fa freddo, piove a dirotto e con bombe d’acqua. È una situazione climatica insostenibile”.

Copyright 2020 Italiafruit News


Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

Leggi altri articoli di:

Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: